She & Him

Volume 3

2013 (Merge / Double Six) | sunshine pop

L’ombrello della “retromania” è già diventato troppo ampio per contenere la moda passatista della pop music: ogni giorno fa la sua comparsa qualche neologismo coniato apposta per definire una nuova nicchia. Ce n’è uno, in particolare, che calza a pennello alla musica di She & Him: “retrolicious”, dove la crasi tra modernariato e leziosità evoca il sapore di un souvenir dei bei tempi andati appena tornato in voga per la prossima stagione. La perfetta sintesi, insomma, di quel cocktail di ammiccamenti indie e di fantasie nostalgiche che contraddistingue da sempre l’immaginario di Zooey Deschanel e M. Ward.

 

Al terzo capitolo del loro fortunato connubio (con l’aggiunta tutt’altro che marginale di una romantica appendice natalizia), i due confermano la ricetta senza grosse sorprese, tra girl-pop spectoriano e giocattoli doo-wop. Zooey torna nel suo personale paese delle meraviglie, ritrovandolo esattamente come l’aveva lasciato: una bolla di sapone in cui sembra splendere sempre il sole, una dimensione dove tutto è a tinte pastello come nel video girato dalla stessa Deschanel per “I Could've Been Your Girl”.

Il senso di déjà vu è dietro l’angolo, visto lo stretto legame che unisce il nuovo album ai due volumi precedenti. Forse è il successo televisivo di “New Girl” ad avere reso il personaggio di Zooey Deschanel un po’ più stereotipato, ma la sensazione è che le sue canzoni finiscano per suonare sempre più uguali a sé stesse, adagiandosi su una formula che rischia di mostrare la corda.

 

Ancora una volta, è la spontaneità la carta che salva la musica di She & Him dalla scontatezza. “Entrambi amiamo lavorare con immediatezza e catturare, se non proprio la prima registrazione, quantomeno l’atmosfera della prima registrazione”, spiega M. Ward. “La voce è la parte più importante di una canzone. Deve suonare come se il cantante stesse scoprendo la canzone in quel momento”. Un approccio in presa diretta che ha portato Matt e Zooey a registrare dal vivo in studio insieme al batterista Scott McPherson, armeggiando con una serie di strumenti rigorosamente vintage (dal pianoforte usato da Warren Zevon in “Werewolves Of London” fino alle percussioni del “Libro della giungla” di Walt Disney).

Accanto a loro, oltre al fiorire di coretti garantito come di consueto dai Tilly And The Wall, compaiono stavolta come ospiti d’onore anche un paio di idoli musicali del duo: lo storico bassista dei Minutemen Mike Watt e Joey Spampinato dei NRBQ, a cui She & Him avevano già reso omaggio nel precedente “Volume Two” con una cover di “Ridin’ In My Car”.

 

Anche in “Volume 3”, del resto, le cover non mancano: a fianco delle riletture di “Baby” di Ellie Greenwich e della classica “Hold Me, Thrill Me, Kiss Me”, portata al successo negli anni Sessanta da Mel Carter, a brillare è soprattutto la declinazione in chiave rockabilly di “Sunday Girl” di Blondie, in cui Zooey Deschanel sfoggia una dose supplementare di charme con il suo incantevole francese. “Era una delle mie canzoni preferite alle superiori”, ricorda. “È uscita un po’ prima dei miei tempi, ma avevo una cassetta che mi aveva fatto un mio amico. Ci siamo accostati a questo brano immaginando che cosa sarebbe successo se Buddy Holly avesse cantato una canzone di Blondie”.

Quanto alle nuove canzoni autografe, sarebbe sin troppo facile cedere alla tentazione di cercare nelle riflessioni amorose di Zooey qualche eco del recente divorzio da Ben Gibbard. Ma a prevalere nei suoi versi è sempre la volontà di non lasciare che le ombre di ieri cancellino i colori di un nuovo giorno: “Sometimes I think I can fade away/ In the light of an ever sunny day”, canta morbidamente in “Turn To White”. “But I'm stronger than the picture that you took before you left/ In the light, it faded to white/ In the light, the colors turn to white”.

 

Tra gli impasti vocali di “I've Got Your Number, Son” e la svagatezza bacharachiana di “Something's Haunting You”, le orchestrazioni di M. Ward si fanno sempre più curate, mentre Zooey Deschanel acquista crescente sicurezza nella veste di cantante. Variazioni sul tema in cui si affaccia solo qualche sfumatura di novità, dal passo funkeggiante di “Together” al piano solitario di “London”, passando per i fiati in stile Motown di “Snow Queen”.
Tutto delizioso come sempre, tutto troppo come sempre. In fondo, Zooey lo ripete sin dal primo volume: “Change is hard, I should know”.

(24/05/2013)

  • Tracklist
  1. I've Got Your Number, Son
  2. Never Wanted Your Love
  3. Baby
  4. I Could've Been Your Girl
  5. Turn To White
  6. Somebody Sweet To Talk To
  7. Something's Haunting You
  8. Together
  9. Hold Me, Thrill Me, Kiss Me
  10. Snow Queen
  11. Sunday Girl
  12. London
  13. Shadow Of Love
  14. Reprise (I Could've Been Your Girl)
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