Stratosphere with Dirk Serries

In A Place Of Mutual Understanding

2013 (Projekt) | ambient-drone

Da quando Dirk Serries ha abbandonato il progetto vidnaObmana, dopo i quattro capolavori della saga “An Opera For Four Fusion Works”, la sua chimica sonora si è mossa verso una direzione completamente nuova. Messe da parte anche le ultime avvisaglie di quel pastiche cosmo-esoterico che aveva fatto la fortuna del suo ventennale moniker, nelle incarnazioni di Fear Falls Burning e nei seminali “Microphonics” (pubblicati a nome di battesimo) Serries ha imboccato una strada totalmente inedita. Accantonati tastiere e synth e imbracciati chitarra elettrica e una miriade di pedali ed effetti, le sue escursioni si sono mosse verso il territorio drone più classico e legato alla tradizione minimalista.

Dietro quelle lunghe odissee composte da flussi monocromatici scomposti e ricomposti in varie combinazioni e sfumature, un ruolo fondamentale – a detta dello stesso artista belga – lo ha giocato Ronald Mariën, ingegnere del suono che lo affianca ormai dal 2006. L'incontro fra i due risale in realtà al lontano 1992, anno in cui proprio la sponsorizzazione dell'allora vidnaObmana permise al meno noto connazionale di avviare, con una deliziosa quanto introvabile audiocassetta (“Lost In Unity”), la sua carriera da musicista a nome Stratosphere. Ci sarebbero poi voluti vent'anni perché qualcuno (nello specifico Bass Frequences) permettesse a Mariën di produrre un lavoro su larga scala, materializzatosi l'anno scorso nell'altrettanto splendido “Dreamscape”.

Una consacrazione (forse volutamente) tardiva, del cui cerchio le quattro fotografie di “In A Place Of Mutual Understanding” si pongono come autentica e definitiva chiusura. Serries torna vent'anni dopo a metterci lo zampino - stavolta sotto forma di collaborazione artistica e di un posticino fondamentale sul catalogo Projekt – e Mariën dal canto suo mostra a tutti sul pratico la caratura del suo apporto al soundworld del maestro e connazionale.
Il tutto in un disco che sfiora l'eccellenza con un dito, tornando a far luce una volta ancora sulle potenzialità evocative di una miscela che nell'introduzione di “Unfold The Obscurity” rischia di portare qualsiasi amatore alla commozione pura, aprendosi con inattesa naturalezza a un candore astrale.

La scena si ripete in “Distance”, stavolta mantenendosi su una dimensione prettamente terrena, cullando con dolcezza fra dilatazioni e bagliori e assorbendo l'esondazione fluida del capolavoro “Dawn Will Reveal Itself”, magistrale e autentica rappresentazione in musica di un'alba in tempo reale. Le soluzioni sonore sono in totale continuità con l'attuale percorso di Serries, limate dal ricorso a comode quanto efficacissime tessiture elettroniche: fa eccezione la sola “Confront The Reflection, Then Shatter The Mirror!”, potenziale outtake microfonico dove la chitarra torna in cattedra tracciando in maniera inequivocabile un solco (spesso vent'anni) di discendenza fra allievo e maestro. Come se un tempo massimo potesse davvero non esistere.

(28/01/2014)

  • Tracklist
  1. Unfold The Obscurity
  2. Dawn Will Reveal Itself
  3. Distance
  4. Confront The Reflection, Then Shatter The Mirror!
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