Thisquietarmy

Hex Mountains

2013 (Denovali) | dark-ambient, drone-metal, post-rock

Dopo un 2012 a dir poco prolifico, saturato con ben tre album in collaborazione (con Yellow6, Aidan Baker e Year Of No Light in ordine di tempo) e un solo, “Exorcisms”, dal sapore fortemente esoterico, arriva anche in questo 2013 l'immancabile bollettino firmato Eric Quach. Instancabile e perennemente alla ricerca di nuove vie, il polistrumentista torna dunque a porre la sua sigla sul catalogo Denovali, migrando questa volta verso un'ennesima e inedita direzione sonora; il tutto proprio nell'anno in cui il suo connazionale Tim Hecker ha portato con il capolavoro “Virgins” il nome del Canada in una definitiva posizione di protagonismo nel mondo dell'elettronica sperimentale.

“Hex Mountains” è un lavoro che si pone dunque in parziale rottura con la carica spirituale del suo predecessore, avvicinandosi piuttosto a una serie di universi già attraversati in precedenza da Quach ma mai esplorati a fondo: il drone-metal di casa Jesu, il dark-ambient al retrogusto industriale e quel percorso post-rock che dagli Isis ha condotto all'oscurità di una serie di recenti creature (tanto per restare in casa Denovali, si pensi a Iroha e Terminal Sound System).
Chitarre elettriche, batteria e trattamenti digitali sono dunque i protagonisti indiscussi di un album ruvido, graffiante e decisamente lontano da quelle atmosfere di derivazione cosmica con cui il marchio Thisquetarmy era stato in grado di farsi conoscere.

Eppure, dopo i primi minuti di “From Darkness” chiunque avrebbe scommesso senza indugi su un passaggio definitivo a una forma di ambient music spiritata e fervente: ma ben presto dal nuvoloso tappeto ambientale iniziano a scatenarsi tuoni e lampi, pronti a costruire un muro in grado di sfiorare da vicino, verso la fine, territori post-sludge. La “quiete” dopo la tempesta si manifesta nelle atmosfere industriali delle distorsioni di “Wraithslayers”, che potrebbe essere a tutti gli effetti attribuito all'Aidan Baker più epidermico.
Con l'instabile “Digital Witchcraft” cala invece una notte nebbiosa e umida, abbandonata allo spirare di fruscii docili e ai ricami solitari e isolati della chitarra, prima che sul finale la luna riesca a far penetrare qualche raggio sotto forma di droni fluenti. La seconda tempesta è però già pronta a sfogarsi in una “Spirits In Oblivion” più estatica e meno drammatica, con i muri di chitarre di nuovo protagonisti e per nulla distanti dai Pelican più dilatati.

Probabile sia ancora presto per stabilire quanto questa mezza svolta (temporanea, c'è da scommetterci) possa giovare al sound di un progetto che nella sua mole di uscite e collaborazioni ha da sempre fatto della policromia stilistica un credo. “Hex Mountains” non è di sicuro la vetta creativa del marchio Thisquietarmy, ma un buon disco non troppo arduo da affrontare per chiunque ami quell'humus fangoso e oscuro in cui i suoi quattro movimenti si muovono.
Manca di sicuro una certa dose di sentimento, quell'elemento che nella musica atmosferica continua e continuerà a rappresentare il primo grado di separazione tra l'eccellenza e l'ordinarietà – senza voler ovviamente ignorare le svariate sfumature di grigio che dividono i due insiemi. Una mezza conferma per un act che di sicuro difficilmente si soffermerà su tali sonorità rinunciando a trattarle come ennesima fermata intermedia di un percorso volutamente e coraggiosamente privo di una destinazione univoca.

(29/10/2013)

  • Tracklist
  1. From Darkness
  2. Wraithslayers
  3. Digital Witchcraft
  4. Spirits In Oblivion
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