Sembra quasi che
Doug Paisley abbia ascoltato chi dall’inizio lo classifica come uno dei tanti cantautori canadesi emulatori più o meno espliciti di padre
Neil, nel sentire questo “Strong Feelings” - quasi per evitare di dar loro torto. Dimenticandosi di aver scritto alcune delle melodie più limpide della scena cantautorale degli ultimi anni, per dedicarsi a un country-rock dal suono molto più spesso e dalla costruzione assai meno personale, molto affine alla linearità degli
Uncle Tupelo.
Da Paisley, che di classe ne ha da vendere e lo mostra, comunque, anche in “Strong Feelings”, ci si aspetta decisamente di più che una dimostrazione di classe, appunto, applicata però a canzoni partorite da una scrittura troppo scialba per gli standard del canadese (troppi brani telefonati come “Where The Light Takes You”, con chiusura in stile
Band).
Paisley riprende i suoi stilemi di arrangiamento caratteristici (il sommesso interloquire tra maggiore e minore in “Our Love”), oppure si affida a un ruspante alt-country elettrico per brani come “To And Fro”, in cui ricorda il
Bonnie "Prince" Billy più spento, mettendo insieme un disco ineccepibile quanto smussato e confondibile con innumerevoli altri, a partire anche dalla sua traccia più “forte”, la ballata anni 70 di “Radio Girl”.
Un vero peccato, così, assistere alla normalizzazione – speriamo non una crisi di mezza età – di un cantautore che, tra molti, aveva saputo distinguersi sul terreno più impervio nel genere: quello della scrittura (musicale, in particolare).