Edward Ka-Spel & Philippe Petit

Are You Receiving Us, Planet Earth?!

2014 (Rustblade) | dark-ambient, psych-rock

Per gli amanti della musica “da viaggio”, arriva una buona notizia: Edward Ka-Spel, la vulcanica mente fondatrice dei Legendary Pink Dots (assieme al tastierista The Silverman, stavolta assente) si unisce a Philippe Petit per un album a tema, il cui titolo è giustamente tutto un programma: ci ricevete, pianeta Terra?
 
Ma andiamo con ordine: il nostro ultra-prolifico Ka-Spel negli ultimi 30 e passa anni ha sfornato qualcosa come 120 album a nome LPD, più un'altra cinquantina da solista, mentre PP, gestore della Pandemonium records e della BiP_HOp, nell'ultima manciata di anni ha collaborato a oltre 20 uscite, tra l'altro con nomi del calibro di Lydia Lunch, Justin Broadrick, Cosey Fanni Tutti, Cindytalk e altri ancora. Tutto questo per far comprendere il dilemma di fronte all'ennesima uscita di veterani che si sono guadagnati le stellette sul campo: la loro vena artistica si è esaurita, logorata a furia di sfornare dischi su dischi o è un solido prodotto di artigianato da parte di chi il mestiere lo conosce bene?
Si può felicemente dire che siamo nel secondo caso poiché partendo da territori noti, come la psichedelia e la musica sperimentale, il duo è arrivato ad assemblare un lavoro solido e coerente, che prende le possibili espressioni dell'astratto (dall'accostamento di rumori all'opalescente filare di suoni) per sonorizzare il viaggio senza ritorno di un astronauta perso nello spazio più profondo, fondendo così collage di gusto Nurse With Wound alla Kosmische-Musik, i Pink Floyd dell'era “Echoes” e “A Saucerful Of Secrets”, accompagnando recitato e pseudo-cantato a un dark-ambient di stampo Lustmord-iano.
 
O meglio i dilatati quattro brani (più la traccia bonus) servono per raccontare questa esperienza intimamente sconvolgente, a parole (come la comunicazione con una troppo lontana base per descrivere cosa di grandioso ci aspetti al limite estremo della galassia) e in suoni, allucinazioni, paranoia ed esaltazione, in una riproposta idealmente simmetrica e antitetica del viaggio di Bowman alla fine della sua Odissea nello Spazio. Un viaggio senza ritorno, che alterna la stratificazione di suoni artificiali con quella quella organica degli strumenti (in “Giant Steps Post”), ritmi motorik (“Needle IV”) alla fusione di elementi disparati come organi, giocattoli, accordi sparsi ed eterei di chitarra, sintetizzatori, a volte in maniera organica a volte in semplice giustapposizione (come in “Bad Dreams”).
Il timbro ben riconoscibile di Edward, caldo e sensuale come sempre, si cimenta dunque nella narrazione, trasportandoci ad esempio in “Where Does The Sound Go” dove i suoni vanno a morire, fondendosi tra loro come una notte che riempie piano piano gli spazi, senza mai oscurare la vista, regalandoci dunque ottimi esempi di prosa lirica assieme a un tessuto sonoro molto curato.
 
Il risultato, intendiamoci, non è nulla di alieno per chi bazzica la musica sperimentale, con il dilatarsi e il comprimersi dei suoni, le sculture (a)musicali, alternati ai minacciosi recessi dello spazio esterno/interno. Eppure il risultato rimane convincente, e addirittura a tratti memorabile nella sua efficacia; non la musica d'intrattenimento di tutti i giorni, ma di certo una buona opera sofisticata.
Da notare in ultimo che questo disco esce sia in versione vinilica, che in versione cd (con traccia bonus) entro un cofanetto con un piccolo poster apribile e un sacchettino con una pietra misteriosa... Insomma una confezione di altissimo livello.

(07/06/2014)

  • Tracklist
  1. Subterranean, Homesick
  2. Giant Steps Post
  3. Needles IV
  4. Where Does The Sound Go
  5. Bad Night (bonus track)
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