“Se qualche volta ti lavi i capelli non vuole dire che tu non sia un grande artista”
(Il Re Tarantola – “Capelli unti”)
Siamo pavidi e vergognosi nel buttar giù qualche concetto popolare, semplice, diretto, per di più se accompagnato da tre-quattro accordi sputati e una batteria elementare. Qualcuno ancora lo sa fare e non è così semplice o scontato volerlo. Il Re Tarantola, giunto al secondo lavoro dopo l’esordio “Il Nostro amore sa di tabacco“, è la prova bresciana della tesi. Con l’inseparabile Emma Filtrino e altri sgangherati mette in piedi questo “Il Nostro Tabacco Sa D’Amore”, una “gongolata” ebete di dieci canzoni, una strana gita fuori porta con la bicicletta a cui manca qualche rotella.
Il Re Tarantola non necessita di recensioni musicali. Il Re Tarantola ha solo bisogno di fiato per urlare che il mondo non è poi così complicato da capire e che la ricerca snervante della perfezione fa solo che male.
Perché la perfezione non esiste.
29/06/2014