Total Control

Typical System

2014 (Inertia / Iron Lung Records) | garage-punk, synth-wave

Se non vi piacciono le band che attraversano stili diversi all'interno dello stesso album, state alla larga dai Total Control, ensemble post-punk attivo dal 2008 in quel di Melbourne.
Il gruppo nasce come side project di altre due band australiane, entrambe attive in ambito garage: gli UV Race e i più famosi Eddy Current Suppression Ring, dalle quali provengono rispettivamente Daniel Stewart e Mikey Young. I due hanno dato vita a questo progetto per  esprimere la loro passione per la new wave e per le sonorità synth-oriented. La formazione si è successivamente allargata a cinque elementi, e oggi hanno all'attivo numerosi 7 pollici, uno split con i Thee Oh Sees e un full-length d'esordio uscito nel 2011, buon viatico verso il loro bizzarro e inquietante universo sonoro.

Con questo "Typical System" dimostrano di non avere la minima intenzione di abbandonare l'eterodossia musicale che li contraddistingue: "Glass" apre l'album con i suoi synth pulsanti, per un numero di industrial-dance che porta alla mente i Cabaret Voltaire, un trip non indifferente, un mix che disorienta ma affascina. Nella successiva "Expensive Dog" si cambia già registro: veniamo catapultati in territori proto-punk stoogesiani, mentre in "Flesh War" rivivono i Joy Division, filtrati però attraverso una lente molto personale; forse il pezzo più "melodico" dell'album, di sicuro appeal per i cuori più "oscuri". "Systematic Fuck" ci riporta in ambiti punkeggianti, un bozzetto rumoroso di poco superiore ai due minuti, cui fa da contraltare, in un azzardato ma riuscito accostamento, la robotica "Liberal Party".

Il lato B si apre con le ossessioni di "Two Less Jacks": il brano, diretto verso un fragoroso crescendo, ben ci restituisce l'immagine di una band che fa della "ripetizione" uno dei propri punti di forza ("Black Spring", sei minuti e mezzo di psichedelia onirica); con la (sognante) strumentale "The Ferryman" e con "Hunter" i nostri tornano invece a esplorare la minimal wave ottantiana.
Chiude il disco la malinconica e trasognata "Safety Net". Belle le vocals aliene di Stewart, perfettamente integrate nel "caos controllato" gestito con mano ferma dalla formazione australiana.

Ancora una volta Melbourne si conferma un fervente vivaio di sonorità underground (tenete d'occhio Lakes, NUN e White Hex); se vi attrae l'accoppiata tra atmosfere umbratili e chitarre abrasive, "Typical System" potrebbe fare proprio al caso vostro. E' meritevole di un recupero anche il precedente "Henge Beat", per certi aspetti un lavoro ancora più "estremo" e spiazzante del follow-up.

(29/10/2014)



  • Tracklist
  1. Glass 
  2. Expensive Dog 
  3. Flesh War 
  4. Systematic Fuck 
  5. Liberal Party 
  6. Two Less Jacks 
  7. Black Spring 
  8. The Ferryman 
  9. Hunter 
  10. Safety Net
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