HEY ELBOW - Every Other

2015 (Adrian recordings)
dream-pop, noise, psychedelic

E’ alquanto curioso ed emblematico il tam tam che ha anticipato l’uscita dell’esordio del trio Hey Elbow, titolazioni che annunciavano: gli eredi dei This Mortal Coil, la miglior band svedese che avesse calcato la terra dai tempi degli ABBA, l’act live più entusiasmante del momento; una lista interminabile di encomi alla quale non ha fatto seguito la prevedibile marea di recensioni a 4 e 5 stelle.

“Every Other” è infatti un album che spiazza, che mette in crisi le capacità analitiche, un progetto che credi di aver messo a fuoco in pochi minuti, per poi essere smentito con la stessa velocità con la quale confidavi di aver colto il senso della loro proposta.

Formatisi nel 2013, gli svedesi Hey Elbow sono sempre abilmente in bilico tra ispirazione e convenzionalità o tra rumore e melodia, la scelta di affidare all’intuito e al subconscio il fulcro creativo della loro musica la fa vibrare tra originalità e mediocrità con un candore e un’innocenza naif che stimolano e incuriosiscono. L’ottima coesione del trio nelle esibizioni live è evidente nella matura e sofisticata narrazione sonora di “Every Other”, spesso la musica appare distaccata, superba, gelida per poi prendere fuoco e irrorare emozioni inedite e stimolanti.

Quello che sicuramente non manca è l’immaginazione, quella che alimenta il contrasto tra la voce sognante ed evocativa di Julia Ringdahl e le strutture ritmiche incrociate di batteria e basso, che danno forma a un tappeto per le esplosioni liriche di “Martin”, mentre il tono heavy-rock delle chitarre in “Rael” sembra già delineare un tragitto obbligato per la band, le incursioni nei territori dei My Bloody Valentine e dei Siouxsie & The Banshees agitano minacciosi paragoni.

Basta la sorprendente invasione multietnica di “Matilde” per rimettere in discussione tutto: trombe, tamburi (tra i quali i Kalimba dello Zimbabwe) e voci angeliche si animano conciliando effusioni psichedeliche con gelide folate di jazz nordico, con una sprezzante creatura aliena che mette in luce le fascinazioni sperimentali che gli Hey Elbow usano per far fluire l’improvvisazione e l’eclettismo delle composizioni.

“Every Other” è un album atipico, quasi volutamente privo di quella enfasi necessaria in ogni buon debutto, le canzoni sono come oggetti vuoti e gelidi, dei corpi ai quali è stata tolta l’anima.

Sono undici creazioni che mostrano la loro bellezza a volte androgina flirtando con il pop in “Saga”, o sperimentando improbabili fusioni di lirismo e ritmo nella quasi dark “Naksno”: una delle canzoni più coraggiose e difficili dell’album.

“Alice” (tutte le canzoni hanno come titolo nomi di persona) conferma un altro pregio dell’album, ovvero la molteplicità delle soluzioni ritmiche dalle quali prendono vita le canzoni: qui un 7/8 si avvolge su ariose linee armoniche psichedeliche, che la voce di Julia trascina nello spazio cosmico, una magia che è ancor più manifesta nell’incantata semplicità di ”Finn”.

Evocativa e impalpabile, la già nota “Ruth” è una di quelle strane melodie che ti catturano la memoria senza che tu ne sia cosciente, tra loop e percussioni che si attorcigliano intorno a una melodia semplice e ricca d’innocenza.

Allo stesso modo le note di “Outro” (preceduta dal repeat a sorpresa di “Intro”) disorientano e mettono in discussione tutte le sensazioni finora provate o sopite, questo perché gli Hey Elbow alternano canzoni strane e bizzarre ad altre più familiari e prevedibili, ma tutte nascondono un’inquietudine.

“Every Other” è un disco che se fosse stato calcolato e pensato nei minimi particolari poteva essere un capolavoro, e che invece volontariamente lascia dietro di sé un senso d’incompiuto che dà vita a una nuova definizione del temine epico, con atmosfere mutevoli e spesso prive di una connessione logica: un potenziale dream-pop dove i sogni dovrebbero garantire una fuga dalla realtà, ma che al contrario sconvolgono la percezione e gelano l’anima e i pensieri.

09/05/2015

Tracklist

  1. 1. Intro
  2. 2. Martin
  3. 3. Rael
  4. 4. Blanca
  5. 5. Matilde
  6. 6. Naksno
  7. 7. Ruth
  8. 8. Saga
  9. 9. Alice
  10. 10. Finn
  11. 11. Outro

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