Che dietro le memorabili pagine di “
Strange Friend” si celasse un lato oscuro era immaginabile, ma che
Redbeard e compagni avessero in serbo uno
spin-off e che vedesse la luce in un tempo così breve sorprende non poco. Nato dalle stesse
session, “Fears Trending” ripropone lo stesso collage di folk, kraut e rock con uno spettro sonoro più plumbeo, e con il ritmo che prende per mano vento e polvere per scompigliare e ampliare il tono narrativo della loro proposta; stesso palco e stesso pubblico (esiguo, purtroppo) per una
performance creativa che, pur in appendice a un tomo sonoro più complesso e definito, suona invece più evocativa e diretta, conciliando maggiormente il mondo delle immagini con quello del suono e della parola.
Autore di uno dei pochi idiomi sonori originali e rimarchevoli degli ultimi anni, il gruppo scozzese ha il potere di introdurre stracci elettronici tra le pieghe di un folk-rock senza perdere in genuinità già dall’iniziale “Tender Castle”, tra chitarre che scendono come una cascata, incrociando ritmi e voci la cui epicità è pari al loro valore lirico. Quando le tenebre avvolgenti di “Dark Tape” prendono il sopravvento, si resta ancor più sorpresi dalla capacità di Rick Redbeard nel trasformare con la sua voce atmosfere e stati emotivi nello spazio dei pochi minuti di una canzone: gothic-folk e doom si agitano impetuosi per uno dei brani più intensi della loro carriera.
Che “Fears Trending” sia il lato oscuro di “Strange Friend” è ancor più evidente quando i sette minuti abbondanti di “The Kingfisher” estrapolano da
Doors e
Nick Cave (un po’ alla maniera di
Scott Walker) le atmosfere più lisergiche e sofferte dell’album, scardinandone le regole con cambi di tempo e trascinando organo e batteria (del sempre più diabolico Ian Stewart) verso l’orgia finale.
La magia e l’inventiva sono una presenza costante, ed ecco che in “Denise Hopper” la Phantom Band rispolvera alcune trame jazz in chiave dark-rock con una cavalcata ritmica che per un attimo fa pensare ai
Wall Of Voodoo.
Quanto finora esposto farebbe già la gioia di qualsiasi gruppo ultradecorato, e invece c’è ancora tanta carne al fuoco, a partire dalla splendida modernizzazione delle danze folk a ritmo di
jig o
square-dance di “Local Zero”, passando per il pop-rock di “Spectrelegs”, che insegna agli
U2 come si può essere accattivanti senza perdere dignità, concludendo con una poetica ballata “Olden Golden,”che riagguanta le
nuance folk delle origini omaggiando
Alasdair Roberts, che è anche
guest star in “Tender Castle”.
Per tutti quelli che avevano paura che “Fears Trending” (anagramma di “Strange Friends”) fosse un semplice compendio, state sereni. Le sette tracce dell’album sono solo l’ennesima dimostrazione della grandezza di una band ancora troppo sottovalutata da pubblico e critica: un mix di melodie e ritmi che riscalderà le vostre fredde giornate di febbraio.