Katy B

Honey

2016 (Rinse / Virgin EMI) | dance-pop, grime, uk-bass

A Kathleen Brien il fiuto non è mai mancato. Questione di furbizia? Può darsi, ma se anche fosse non sarebbe da valutare con accezione negativa. Saper interpretare l'avvicendarsi delle tendenze e dei cambi di stagione, e adattarsi di conseguenza senza perdere di vista la propria identità, non è proprio un'abilità da sottovalutare, a maggior ragione in un mondo spietato come quello del pop, che ha mietuto (e continua a mietere) vittime anche di grossissimo calibro. Possedere un simile spirito d'intraprendenza e poterne fare uso è una qualità tutt'altro che da condannare.
"Honey", terzo full-length per la rossa reginetta dei club londinesi, prende il testimone da "Little Red" e porta il discorso di cui sopra ai massimi livelli possibili, mostrando come sia il presente il territorio d'azione prediletto di una popstress tra le più attente e ricettive in circolazione. Laddove il secondo mostrava tutte le proprie simpatie per la rampante scena nu-house britannica, il nuovo album di Katy B interpreta i profondi cambiamenti intercorsi nel panorama dance inglese dell'ultimo biennio corredandosi di solidi beat grime e giocando con le ultime frontiere della bass-music, in una chiave che ovviamente sappia ancora mantenere alto il tenore pop della proposta della musicista, ma che non per questo banalizzi l'imponente sforzo produttivo imbastito per l'occasione. Il successo del disco è da individuarsi in un discreto numero di fattori.

Inutile negarlo, e d'altronde è lo stesso numero di ospiti e personalità di peso a dimostrarlo, ma la produzione, nel gioco dei meriti, si prende la fetta maggiore della torta: per varietà, inventiva e attualità, il sound di "Honey", quantomeno in Gran Bretagna, non teme proprio rivali di alcun tipo, lascia il segno riuscendo a mantenersi coerente e unitaria nonostante l'abbondanza di mani e menti che ci ha investito il proprio tempo. Dall'astro nascente dell'electro-urban Kaytranada (peraltro è di questi giorni la pubblicazione del suo primo disco solista), a costruzione dei serpeggianti beat minimali che costruiscono il minimal-funk della title track, alla presenza di due mammasantissima dell'elettronica mondiale come Four Tet e Floating Points nella microhouse dalle tinte cameristiche di "Calm Down", l'universo sonoro del lavoro spazia lungo tutte le direttrici possibili del pop elettronico contemporaneo, non lascia intentata nessuna strada che sia una.

E qui subentra il secondo elemento fondante del disco: lungi dal rimanere schiacciata dal peso di tali contributi, è proprio Katy B, con la sua vocalità delicata e una scrittura finalmente affinata, il perno sul quale tutto si coordina. Anche se manca il vero singolo di traino ("Turn the Music Louder", hit house dello scorso autunno, è uscita troppo presto rispetto all'album per poter avere voce in capitolo in tal senso), la penna della Brien centra per la prima volta un lavoro perfettamente coeso, trova la quadratura del cerchio sia nei pezzi d'atmosfera, quanto nei brani che necessitano di un tiro melodico più deciso. Pochissimo il fumo (un po' troppo pasticciata la traccia con i Major Lazer e un redivivo Craig David, davvero priva di un'idea forte nella stesura e con un taglio drum'n'bass abbastanza vetusto; poco convinta la deriva urban di "Lose Your Head", provvista però di un'articolata base grime), in compenso tanto arrosto cotto al punto giusto, scelto con cura e presentato nel migliore dei modi.

A lasciarsi andare ai suoi trascorsi dubstep (filtrati attraverso un ventaglio sonoro che trae ispirazione da nu-r&b e bass-music) la cantante centra una delle sue migliori canzoni di sempre, in una "Chase Me" che riesce a render conto di quanto la Brien sia maturata come interprete. A sondare territori più vicini al materiale dance del secondo album, non si stenta a centrare il miglior pezzo house-pop made in Uk da molto tempo a questa parte ("I Wanna Be", con la raffinata produzione in fascia deep di Chris Lorenzo a rifuggire dai cliché bombastici di molta house attuale, riuscendo essa stessa a configurarsi come irresistibile refrain laddove Katy B le lascia spazio). È però altrove che si coglie appieno tutta la maturità acquisita dall'autrice, mai come ora consapevole dei propri mezzi.
Senza neanche la necessità di un vero e proprio supporto ritmico, la Brien traccia la sua personale visione di torch-song riuscendo quasi nell'intento di addolcire i sinistri pattern grime tracciati per lei da un esponente di prima punta del genere quale Mr. Mitch. Ed è sempre da queste parti, con intensificata sicurezza pop, che le cornici sperimentali coniate da MssingNo e Geeneus si arricchiscono di una dimensione totalmente nuova, decisamente più lineare, in "Water Rising", facendo a meno di noiosi campionamenti vocali iper-pitchati. Al di là delle qualità che ha dimostrato nel corso della sua carriera, la capacità di coordinamento che Katy B ha sfoggiato in "Honey" ha dello strabiliante, e questo prescindendo dai risultati raggiunti dal disco stesso.

Ci è voluto un po', ma alla fine ci è riuscita. Nell'album finora di minore impatto mediatico della sua carriera (cosa che non sorprende più di tanto, visto anche il ritorno più o meno generalizzato a collaborazioni "underground"), Katy B ha finalmente piazzato un lavoro appassionato e compatto, rispettoso delle sue radici ma capace, ancor più che in passato, di personalizzare il presente con assoluta facilità. Al prossimo giro, se il tenore si mantiene così alto, potrebbe essere la volta di un disco davvero importante. Per adesso, ci si limita a tracciare il percorso.

(16/05/2016)

  • Tracklist
  1. Honey (Katy B x Kaytranada)
  2. Who Am I (Katy B x Major Lazer x Craig David)
  3. So Far Away (Katy B x Wilkinson x Stamina MC)
  4. Chase Me (Katy B x Sasha Keable x JD Reid)
  5. Lose Your Head (Katy B x The Hevaytrackerz x J Hus x J Double E)
  6. I Wanna Be (Katy B x Chris Lorenzo)
  7. Calm Down (Katy B x Four Tet x Floating Points)
  8. Heavy (Katy B x Mr. Mitch)
  9. Turn The Music Louder (Katy B x KDA x Tinie Tempah)
  10. Dark Delirium (Katy B x Jamie Jones x Katie Simko)
  11. Water Rising (Katy B x MssingNo x Geeneus)
  12. Dreamers (Katy B x Hannah Wants)
  13. Honey (Outro) (Katy B x Novelist x Geeneus)




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