Qualcosa è cambiato, però, al punto che oggigiorno si fa quasi fatica a riconoscerlo così presenzialista e vanitoso, prima protagonista di un flirt da tabloid con Katy Perry e ora perennemente a braccetto, dentro e fuori dal palco, con la signora Ciccone (per la quale ha prodotto i pezzi più briosi del recente “Rebel Heart”). Forse M.I.A. aveva ragione quando, piuttosto risentita, descriveva Diplo come invidioso della sua crescente popolarità dietro un apparente distacco indie, ma ormai la gelosia deve essere diventata l’ultimo dei suoi pensieri.
Quella “Elastic Heart” che ha realizzato con Sia è uno dei grandi successi dell’anno, il redditizio progetto Jack Ü, inaugurato con Skrillex, è persino riuscito nella titanica impresa di far suonare Justin Bieber quasi adulto, e la speziata “Lean On”, passatissima dalle radio e che ha pure il merito di rilanciare la promettente MØ, è uno dei riempipista di questa estate. Exploit che potrebbero essere ripetuti da una rinvigorita “All My Love” (già edita lo scorso anno) e soprattutto dalla romanticherie blues di “Powerful”, grazie anche alla presenza di due attualissime stelline teen come Ariana Grande e Ellie Goulding.
L’ammaliante “Be Together”, insolitamente morbida e concepita come se Lana Del Rey fosse la vocalist perfetta per i Massive Attack di “Protection”, vi introdurrà in un mondo dove in poco più di mezz’ora sentirete prendere a mitragliate l’altrimenti gioiosa dancehall di “Blaze Up The Fire” e immaginare, al suono della tribale “Light It Up”, Beyoncé digrignare i denti dalla rabbia (per non aver riconfermato Diplo tra i produttori del suo ultimo album).
Saranno comunque richiesti stomaci avvezzi a sonorità esasperatamente tamarre per apprezzare anche “Too Original”, che mescola svergognatamente boogie woogie anni Trenta ad altisonanti sirene moombathon, o la saturissima “Roll The Bass”, un indiavolato beat punjabi che si scioglie improvvisamente su sognanti scenari Edm prima di ribadire, con “Night Riders”, quanto l’influenza di “Yeezus” di Kanye West sia ancora fortissima sull’attuale scena mainstream.
“Peace The Mission” è insomma un po’ la summa stilistica di Major Lazer, un album che magari non alzerà l’asticella dell’innovazione nel curriculum di Diplo (probabilmente non ne avrà bisogno per diversi anni ancora), ma è una breve e intensa esplosione di suoni e colori così ben architettata che di più non si potrebbe davvero chiedere a un perfetto disco estivo.
L’eleganza? Per quella aspettiamo pure l’autunno.
01/06/2015