LP

Death Valley

2016 (Vagrant Records) | songwriter, folk-pop

Da sempre, e ora più che mai, è consuetudine farsi ammaliare dall'immagine di un artista prima ancora che dall'effettivo talento dello stesso. E oggi, nell'epoca dei talent, di ogni tipo di informazione a portata di tutti e in qualsiasi momento, può risultare penoso, per un'artista, riuscire a emergere in maniera schietta e genuina. Probabilmente, quando nelle radio di mezzo mondo ha iniziato a risuonare con insistenza "Lost On You", neanche la sua autrice, LP, all'anagrafe Laura Pergolizzi, si sarebbe mai immaginata un simile riscontro.

Il primo album della Pergolizzi, "Heart-Shaped Car", risale al 2001, cui segue "Suburban Sprawl & Alcohol" nel 2004, prodotto da Linda Perry. Entrambi i dischi furono però un insuccesso commerciale, nonostante le lodi di buona parte della critica. Da quel momento, LP scrive qualche pezzo per altri artisti pop, quali Rihanna, Backstreet Boys, Leona Lewis e Christina Aguilera, e soltanto dieci anni dopo si presenta al mondo con il suo terzo album, probabilmente il più maturo fino a questo momento, "Forever For Now", che viene pubblicato dalla Warner Bros.

Infine, nel 2016, è stata "Lost On You" ad attirare l'attenzione su questa cantautrice americana (se ve lo state chiedendo, la madre è napoletana e il padre per metà siciliano e per metà irlandese): una ballad fumosa, delicata, ma al contempo graffiante, che arriva dritta al punto. Ma più che la canzone in sé, riuscita a farsi largo, con il suo fulgore lieve, nel solito marasma commerciale di pochezza artistica, è l'interpretazione che LP ne dà a colpire l'ascoltatore. La sua voce, in grado di toccare note basse e note alte con la stessa intensità, può talvolta richiamare altre artiste come Florence Welch e Sia, ma è indubbiamente riconoscibilissima e peculiare.

Con queste premesse, è difficile non rimanere colpiti dall'ascolto del suo ultimo Ep, intitolato "Death Valley", contenente cinque brani, tra cui la sopracitata "Lost On You". In ogni canzone è possibile trovare spunti folk in melodie puramente pop, di quel pop coraggioso e intrigante di cui spesso si sente la mancanza nelle radio.
A fare da apripista è l'inquietudine uggiosa di "Muddy Waters", in cui compaiono anche cori poderosi d'impianto gospel, a fare da contraltare alla già energica voce della Pergolizzi, passando per "Strange", sin dal titolo inno alla libertà di ognuno e presumibilmente anche della cantautrice stessa, omosessuale dichiarata.
I pezzi migliori giungono però alla fine, con "Death Valley", che sembra aprirsi con un'inflessione glam-rock, per poi ergersi su tutto un altro territorio, e l'ammaliante - a discapito del testo tagliente - "Other People", in rotazione come secondo singolo da qualche giorno.

Se le cinque canzoni di "Death Valley" sono tutte piacevoli, c'è però da dire che questo Ep risulta in generale più accessibile del precedente album, in cui erano contenute canzoni più sfacciate, complesse e irregolari, alcune delle vere perle, che suggerisco di recuperare ("Levitator" e "Tokyo Sunrise" su tutte). Inoltre, nel caso del lavoro qui preso in esame, i richiami ad altri artisti si avvertono in maniera un po' troppo nitida.
Si tratta pur sempre di un easy listening di tutto rispetto, nulla da dire su questo, ma si spera che - ora che la sua carriera si trova a un punto di svolta - la Pergolizzi non scelga la strada più accomodante.

(13/12/2016)



  • Tracklist
  1. Muddy Waters
  2. Lost On You
  3. Strange
  4. Death Valley
  5. Other People




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