Mamma Non Piangere

Mamma non piangere N. 3

2016 (AltrOck Productions) | rock in opposition

In Italia, il movimento del Rock In Opposition ha avuto come gruppo più rappresentativo i milanesi Stormy Six, fin dalla prima ora parte integrante del movimento, insieme a Henry Cow (Regno Unito), Samla Mammas Manna (Svezia), Univers Zero (Belgio) ed Etron Fou Leloublan (Francia). Tra le loro file militava un certo Tommaso Leddi, polistrumentista dei Stormy Six dal 1973 al 1983. Erano i tempi della Cooperativa musicale L’Orchestra, punto di incontro di decine di musicisti dediti alla ideazione e realizzazione di musiche "altre". In quegli anni uno dei gruppi di supporto degli Stormy Six erano i bizzarri Mamma Non Piangere, guidati proprio dal fratello di Tommaso, Lorenzo Leddi.

Caratterizzati da aspetti particolarmente ironici e gioisi, molto legati al Frank Zappa più irriverente, ai deliranti non-sense wyattiani e al suono colto e complesso tipico del Rock In Opposition, hanno pubblicato due album, "Mamma non piangere n.1 (Musica, bestiame e benessere)" nel 1979 e "Mamma non piangere n.2 (Sempre avanti a testa bassa)" nel 1980.
Dopo più di trent'anni di silenzio tornano con una formazione rivoluzionata in cui troviamo la voce di Laura Agostinelli - perfettamente inserita dentro il dissacrante mondo del gruppo - Maurizio Del Monaco (sax), Lorenzo Leddi (chitarra, mandolino, banjo, tastiere), Roberto Meroni (clarinetto), Luca Perraca (violoncello, contrabbasso) e Walter Prati (basso). Le stagioni cambiano, gli anni passano ma le aspirazioni dei nostri non si sono affatto né perse né annebbiate. Ogni brano è un vaneggiante viaggio in dialoghi non-sense, ironia con tratti geniali che riesce incredibilmente a far convivere momenti di avanguardia colta, di jazz, con la più popolare delle musiche (musica da circo, musica da banda di paese). Un continuo e divertente tira e molla, che nobilita il termine fin troppo abusato di musica "leggera", che si inserisce tipicamente in un certo tipo di Rock In Opposition, più esattamente quello dei Samla Mammas Manna. 

Imperdibili i tanti dialoghi che spaziano da divertentissime ricerche di "bidelli a Torino" ("Spostamenti"), improbabili acquisti di auto con più volanti ("Troppi volanti"), tranvieri a Katmandu ("Ten Joy Man"), fino all'esilarante brano tutto incentrato su un semplice squillo di citofono ("Hanno suonato"). Se sono i fiati a dettare ritmi e tempi, in "La suite" sono invece violoncello e chitarra a introdurci in un'atmosfera apparentemente più tradizionale, prima di capire molto presto che la suite non è intesa nel senso musicale del termine, bensì in un'assurda descrizione di una stanza d'albergo.
Il senso di leggerezza che si prova durante l'ascolto di quest'album non sta affatto nel nulla della musica cosiddetta "leggera", bensì nel senso di spensieratezza e libertà che questa produce. Una libertà vera, che cerca l'estremo e tenta di abbattere i limiti di genere e di ogni vetusta regola accademica.

(13/05/2016)

  • Tracklist
  1. Spostamenti
  2. Valvole
  3. Finestrino
  4. Sognavo
  5. Ai confini della realtà
  6. La suite
  7. Troppi volanti
  8. Ten Joy Man
  9. Domani
  10. Sotto di noi
  11. Hanno suonato
  12. A Torino
  13. Siamo la banda


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