Marta Sui Tubi

LoStileOstile

2016 (Antenna/Believe) | alt-rock

"Sushi e Coca" fu il displuvio fra i Marta Sui Tubi che erano stati e quelli che sarebbero stati, ovvero a dirsi un album che il minimalismo dei primi due lavori lo raccoglieva e lo rimpolpava con aggiunte che strumentalmente corrispondevano a un violoncello e una tastiera, anagraficamente ai nomi di Mattia Boschi e Paolo Pischedda.
Dopo "Carne con gli occhi", portò afflato di vita nuova "Cinque, la luna e le spine", che in quanto a produzione, senz'altro, è il lavoro più azzimato dell'intero percorso artistico dei Marta Sui Tubi. "LoStileOstile", più vicino al primo di questi due che al secondo, sembra un ritorno alle origini. Già, "sembra", perché aspettarsi dalla formazione originaria (viene da chiedersi se "Tre", quel blues contenuto nell'album precedente, non fosse che una nascosta dichiarazione d'intenti!) un disco che suoni come "C'è gente che deve dormire" o "Muscoli e Dei" equivarrebbe a nutrire una fallace aspettativa.

E non si può dire che "Amico pazzo", la prima traccia dell'album, non basti a corroborare quanto detto appena sopra. L'apologia all'amicizia dei Marta Sui Tubi è "Wake Up" degli Arcade Fire riproposta dodici anni dopo (sì, il tempo scorre incurante), senza l'imbalsamazione neoclassica canadese e la coda gospel, ma con un finale sospeso che apre la pista alla pulsante "+D1H (Più di un'ora)" (sull'inutilità del tempo nel sentimento artisticamente più inflazionato del pianeta), una delle non poche canzoni d'amore presenti in "LoStileOstile"; a farle compagnia, ad esempio, c'è lo swing di "Con un sì", dove il cuore di Giovanni Gulino batte all'ombra dei di lei "mai".

Senza tastiera e violoncello, la chitarra del (sempre) brillante Carmelo Pipitone si ingrossa per riempire lo spazio, vestendo abiti di pesante spessore, purtuttavia sapendosi fare sottile e aguzza, quando c'è da strizzare l'occhio a sonorità lo-fi ("Il delta del poi" e "Un amore bonsai").
Con "Un pizzico di te" è come se "Coincidenze" si fosse celata sotto terra per riemergere cinque anni dopo, prefigurando dal sottosuolo il proprio disvelarsi attraverso le pulsazioni del ritmo, stavolta senza quello stesso nerbo melodico, giocando un po' meno con le dinamiche e sostituendo la percussione sul legno della chitarra con il semplice uso della bocca.

Non mancano gli episodi in cui scioglilingua, realismo, surrealismo e volgarità si fondono insieme per dar vita a garruli divertissement ("Da dannato", "Rock + Roipnoll", "La calligrafia di Pietro"); tutto ciò che accade in questi quaranta minuti di musica, però, si inchina, per non peccare di lesa maestà, all'essenziale "Spina lenta" (con il cameo della storica Gigliola Cinquetti), che ricorda "Vecchi difetti" - pur non vivendo all'ombra di questa - e che nel suo essere maschio e femmina in un corpo solo rimanda a "31 Lune", ma non con la medesima melanconia di quest'ultima, più dolce che agra com'era. "Spina lenta", casomai, è un ibrido, frutto del sodalizio fra queste due canzoni, ma che alla fine convince.
"Impossibile", la strumentale che chiude ogni discorso, è il sole che scompare dietro qualche rilievo per nascondersi in minuscoli anfratti esistenziali (un po' come quei "cieli chiusi dentro ad una scatola"), generando una notte senza sgomento, che è pace, riposo e non tormento.

Lo stile dei Marta Sui Tubi è (ed è sempre stato) uno stile unico, archetipo di se stesso e di questo soltanto. La poetica di Gulino, certamente, non funge da ricettacolo per la stessa mole di ispirazione riscontrabile in "Sushi e Coca" - sotto questo punto di vista (e probabilmente sotto qualunque altro) l'apice della discografia della band siciliana - ma per l'ennesima volta l'impressione è che, quando sussistono tecnica e talento, un risultato minimo è quasi sempre garantito.
"LoStileOstile" è questo risultato minimo, qualcosa che si avvicina molto al concetto di prestazione risicata, sufficiente per portare a casa la vittoria. Si tratta di un album che per molti, con il passar del tempo e degli ascolti, crescerà. In caso contrario, comunque, basterà.

(16/04/2016)

  • Tracklist
  1. Amico pazzo
  2. +D1H (Più di un'ora)
  3. Con un si
  4. Da dannato
  5. Il Delta del poi
  6. Spina lenta
  7. Rock + roipnoll
  8. Un Amore bonsai
  9. Un pizzico di te
  10. Qualche kilo da buttare giù
  11. La calligrafia di pietro
  12. Niente in cambio
  13. L'impossibile
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