Maxwell

blackSUMMERS'night

2016 (Columbia) | soul

Quando si dice l'ironia della vita. Un tempo Maxwell era il principe dei romantici, il paladino del neo-soul con gli occhioni da cerbiatto che s'innamorava ogni cinque minuti e intonava canzoni come "Matrimony: Maybe You", oppure prometteva alla propria amata tanto di quell'amore che solo l'arrivo della polizia a bussare alla porta sarebbe stato in grado di fermarlo. Considerati sia l'innato talento che il suo bell'aspetto e l'ammirazione del pubblico femminile, si dava quasi per scontato il fatto che un giorno non troppo lontano l'avremmo ritrovato padre felice di una numerosissima famiglia.
Invece, all'età di 43 anni, Maxwell è ancora single, e appare invischiato più che mai nello scandagliare i perché e i percome dei suoi fallimenti amorosi. La sua voce s'è fatta esile e meno elastica, il suo sguardo appare eternamente corrucciato, mentre il taglio corto di capelli e quel marpione abbinamento di giacca & cravatta starebbero meglio addosso a colleghi che melensi lo sono per davvero, tipo Ginuwine o Brian McKnight. Mentre spuntano come funghi giovanissimi cantanti soul tanto affamati di successo quanto suoi innegabili debitori - solo quest'anno Anderson .Paak e Gallant hanno ricevuto discrete attenzioni - Maxwell se ne sta come in disparte, rintanato in un bellissimo appartamento di Manhattan. Da solo.

Quello che però nessuno potrà mai togliere a Maxwell è il savoir faire della scrittura e l'assoluta scioltezza con la quale arrangia le proprie canzoni. "blackSUMMERS'night" è il secondo capitolo di una trilogia iniziata ormai sei anni fa da "BLACKsummers'night" (il quale a sua volta giungeva dopo una pausa di ben otto anni dall'ultimo lavoro che chiudeva idealmente il periodo storico del neo-soul, "Now"). Maxwell sa come prendersi tempo e andare alle stampe solo quando è pienamente soddisfatto del risultato - non a caso, l'uomo che lo scoprì ormai vent'anni fa, e che tutt'oggi figura tra i suoi collaboratori, è Stuart Matthewman degli Sade, uno che sa benissimo cosa vuol dire rispettare i tempi dell'arte e dell'anima, dal momento che la famosissima vocalist del suo gruppo è capace di darsi alla macchia per un decennio buono quando non ha voglia di cantare.

Così, anche se il singolo di lancio "Lake By The Ocean" non è una delle sue canzoni migliori, la produzione che vi circola attorno è di primissima classe, con quei rivoli di piano a dare man forte alla linea principale, e una sezione ritmica in midtempo calibrata al secondo. Ci sono forse un altro paio di pezzi non proprio imprescindibili - "Gods" e quella "Of All Kind" che impiega un'effettistica di tastiere volutamente anni 90 che forse sarebbe stato meglio stemperare un po' - ma la verità è che ovunque si posi l'orecchio, Maxwell ha già predisposto con cura certosina cuscini di velluto e calici di vino rosso per rendere il tutto sempre e comunque seducente.
L'iniziale "All The Ways Love Can Feel" è un'impalpabile marcetta dalle increspature electro e girotondi di ottoni greco-romani, mentre "III" alza il ritmo su una patinatissima base quasi-dance (e anche qui, la sezione ritmica di stampo acustico è perfettamente complementare a quella elettronica e crea un melange terribilmente d'effetto). L'arrivo di "Lost" alza il livello emotivo, con una cinematografica progressione di accordi e linea d'archi melodrammatici a incorniciare il tutto, ma il momento topico del disco è "1990x", che propone un arrangiamento veramente troppo lussuoso per non farsi apprezzare: strati orchestrali che si avvolgono gli uni sugli altri in un vaporoso effetto d'antan, mentre il falsetto di Maxwell dipinge con un soffio appena la più delicata delle melodie. Nessun debuttante oggi sarebbe in grado di produrre un pezzo del genere.

Maxwell dunque lo ritorviamo così, vagamente intristito, un po' invecchiato e a tratti alquanto rilassato, ma con l'amore per la sua arte e tutta la classe che da sempre lo contraddistingue ancora perfettamente intatti. I tempi della storica "Urban Hang Suite" - disco che dava il "la" al movimento del neo-soul assieme ai lavori di D'Angelo e Erykah Badu - sono ormai lontanissimi. Ma assieme ai rispettivi dischi di Corinne Bailey Rae e KING, "blackSUMMERS'night" è qui a ricordarci che il soul del 2016 ha ancora i suoi fuoriclasse.

(17/10/2016)

  • Tracklist
  1. All The Ways Love Can Feel
  2. The Fall
  3. III
  4. Lake By The Ocean
  5. Fingers Crossed
  6. Hostage
  7. 1990x
  8. Gods
  9. Lost
  10. Of All Kinds
  11. Listen Hear
  12. Night




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