Yuck

Stranger Things

2016 (MamÚ Records) | alt-rock, al-pop

Gli Yuck hanno probabilmente portato a termine la propria prematura fase di transizione, iniziata molto presto, subito all’indomani del fulminante omonimo album d’esordio.
Prima di concepire il secondo atto, infatti, il leader della band, Daniel Blumberg, abbandonò la partita, sostituito alla chitarra da Edward Hayes e alla voce dal già presente chitarrista Max Bloom, promosso così a ricoprire il ruolo di leader.

Glow And Behold” (2013) tradiva in parte le difficoltà di rimettere in sesto la baracca, al contrario “Stranger Things” sin dai primissimi ascolti appare come il più completo e a fuoco fra i tre dischi realizzati finora.
Le scelte estetiche del quartetto (inglesissimo, a dispetto dei suoni praticati) restano comunque saldamente indirizzate verso il sapiente riallestimento e riconfezionamento in chiave contemporanea di tutto l’immaginario alt-rock anni 90.

“Hold Me Closer”, voce distorta e un bel muro di suono, si pone densa di riferimenti agli Smashing Pumpkins di “Siamese Dream”, le successive “Cannonball” e “Only Silence” non fanno una piega, intrise sin nel midollo dei primi Pavement, intervallate dalla più riflessiva e atmosferica  “Like A Moth”.
Ma questi Yuck dimostrano di voler anche esplorare nuove vie, potenziando ancor di più gli aspetti melodici, come avviene nel caso della title track, un gioiellino indie-rock dei nostri tempi, grande valore aggiunto di questo disco.

Gli ultimi brani mutano il climax generale, che diviene meno smaccatamente nineties e più variegato: si passa così dalle eteree “As I Walk Away” e “Swirling” alle più sostenute “I’m OK” e “Hearts In Motion”, dalla rotonda “Down” alla chiusura di “Yr Face”, la quale cambia di nuovo registro ponendosi in scia ai migliori Besnard Lakes.
Se fossimo negli anni 90, questo coinvolgente mix di college-rock a alt-pop manderebbe un po’ tutti fuori di testa, mentre oggi suona un attimo già sentito, anche perché gli Yuck non fanno nulla per celare o aggiornare i propri riferimenti musicali.

Ma va dato atto a questi ragazzi di quanto le undici tracce contenute dentro “Stranger Things” risultino piacevoli e contagiose, oltre che decisamente riuscite.
Un disco irrinunciabile, almeno per tutti coloro che hanno ancora fissi sul comodino i santini con le immagini di Stephen Malkmus e Billy Corgan.

(01/03/2016)

  • Tracklist
  1. Hold Me Closer
  2. Cannonball
  3. Like A Moth
  4. Only Silence
  5. Stranger Things
  6. I'm OK
  7. As I Walk Away
  8. Hearts In Motion
  9. Swirling
  10. Down
  11. Yr Face
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