Christian Scott

Diaspora

2017 (Stretch/Ropeadope) | nu-jazz, electronica-jazz

Il precedente disco "Ruler Rebel", primo della Centennial Trilogy, si è rivelato un lavoro a tratti incompiuto, dove Christian Scott si esprimeva al meglio nel costruire atmosfere avvolgenti ma faticava a centellinare il songwriting. Il risultato è stato un lavoro con pochi timidi abbozzi melodici, costituiti soprattutto dall'evocativa tromba di Scott, sospesa nell'aria senza andare oltre qualche nota. La speranza era che, essendo il primo disco di una trilogia già pianificata, i successivi lavori dessero più consistenza al progetto.

"Diaspora" è stato registrato un mese dopo la pubblicazione di "Ruler Rebel". Il titolo si riferisce al bagaglio culturale eterogeneo che ispira il talento americano, frutto dell'interazione di popoli ed etnie diverse in movimento per il mondo, con le loro tradizioni musicali e le loro esperienze che hanno ispirato le prime. Consapevole dei propri mezzi, Scott prosegue naturalmente il discorso sonoro intrapreso, focalizzandosi sulla costruzione di soundscape notturni, fumosi e minimali, spezzati dalle note prolungate della sua tromba e accompagnati dalla combinazione di languidi beat hip-hop, trap e influenze tribali.

Questa volta sembra esserci un po' più carne al fuoco e maggiore ispirazione, ma nuovamente è soprattutto farina del sacco degli ospiti: la flautista Elena Pinderhughes è in particolare la presenza fissa più gradita, firmando la title track in apertura (tenui rintocchi di pianoforte reminescenti di Steve Reich, batteria vellutata, intrecci di tromba) e "Completely" (avvolgente e meditata) che mostrano la maggiore ricchezza sonora senza pregiudicare la ricerca dell'atmosfericità; Braxton Cook pennella "IDK" (tra elettronica minimale e noir) e "Lawless" (più spedita); infine la conclusiva "The Walk" con Sarah Elizabeth Charles, emozionale e malinconica.

Il disco nel complesso mantiene ad ogni modo la tendenza a ripetere solo alcune idee melodiche su cui costruire le atmosfere, traendo spunto tanto dalle basi sonore del Memphis-rap e della trap quanto dall'elettronica di Thom Yorke e dei Radiohead per ottenere una miscela inedita. Rispetto a "Ruler Rebel" c'è comunque un miglioramento. Spunti interessanti su cui lavorare rimangono: ad esempio, le percussioni etniche di "New Jack Bounce (Interlude)" sono intriganti e si potrebbero espandere in qualcosa di più variopinto di un semplice intermezzo appena abbozzato. "No Love" azzecca melodie convincenti che ricordano un incrocio tra Bark Psychosis e J Dilla senza risultare troppo ripetitiva, mentre "Our Lady Of New Orleans" è trascinante e nostalgica al tempo stesso.

Le atmosfere sono in generale sempre piacevoli, ma tendono alla monotonia. L'apporto maggiormente positivo è per chi scrive sempre quello di Elena Pinderhughes, col suo flauto caldo e vivo che duetta in sinergia con la tromba di Christian Scott. 

(21/07/2017)



  • Tracklist
  1. Diaspora, feat. Elena Pinderhughes
  2. IDK, feat. Brandon Cook
  3. Our Lady Of New Orleans (Herreast Harrison)
  4. Bea (Interlude), feat. Lawrence Fields
  5. Desire And The Burning Girl
  6. Uncrown Her
  7. Lawless, feat. Brandon Cook
  8. Completely, feat. Elena Pinderhughes
  9. New Jack Bounce (Interlude)
  10. No Love
  11. The Walk, feat. Sarah Elizabeth Charles
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