Cosmetic

CORE

2017 (To Lose La Track / Dischi Sotterranei) | rock

E così è la fine di un'epoca
se trovi un coltello finiscila

Dieci anni dopo l'ormai introvabile debutto “Sursum Corda”, i Cosmetic affrontano una nuova metamorfosi. Conclusa la “trilogia del fumetto” e dato alle stampe poco più di due anni fa il notevole “Nomoretato”, i romagnoli hanno dovuto salutare Ivan, ormai completamente assorbito dal side project Urali. Rimasti in tre, Bart, Mone ed Emily hanno deciso di proseguire il progetto da soli, affidandosi semmai all'aiuto esterno di Erica dei Be Forest soltanto in chiave live. Una riduzione ai minimi termini, o se preferite al nucleo (“CORE”, appunto), che porta con sé anche una scelta stilistica ben precisa: quella di ripresentarsi sulle scene come power-trio, sfoggiando un'urgenza rock perlopiù edulcorata negli ultimi capitoli discografici. Salutata anche la Tempesta, i Cosmetic si accasano presso To Lose La Track e Dischi Sotterranei: anche da questo punto di vista, si chiude un'epoca e se ne apre una nuova.

Laddove un paio d'anni fa il sound dei romagnoli annegava in atmosfere lo-fi e in quello psych-shoegaze che adesso torna a fare capolino appena ne “In Nero”, qui viceversa si punta sull'esplosività del trittico chitarra-batteria-basso. La matrice è quella dell'alt-rock americano anni Novanta, con una innegabile predilezione per i Nirvana (“Tamara” su tutte) o i Sonic Youth (Fine di un'epoca), ma i Cosmetic vanno anche oltre, lambendo l'hardcore-punk nella corsa a perdifiato di “Schiaffino!”. “Quel poco di buono (che avevi fatto)” ricorda i primi Verdena, “La linea si scrive da sola” abbraccia sonorità emo.
A latitare, però, sono i veri spunti d'interesse nelle trame di queste nove canzoni che, perduto (temporaneamente?) l'afflato melodico che da sempre fungeva da valore aggiunto nel sound dei romagnoli, scorrono veloci ma senza lasciare spunti degni di nota. Anche l'immaginario che sgorga dai testi continua ad attingere a temi post-adolescenziali, ma – sarà che gli anni avanzano inesorabilmente – con liriche più didascaliche e meno accorate rispetto al passato (“non mi sembra fortunato chi non ha sudato niente/ solo perché sostenuto dai due cognomi di un parente”, da “1986”).

Se da un lato ritrova lo spirito rock degli albori, “CORE” denota però anche un netto passo indietro a livello di scrittura dei brani, decisamente meno brillanti rispetto a quelli contenuti nei precedenti lavori in studio, grazie ai quali i Cosmetic sono diventati una delle formazioni più interessanti dell'ultimo decennio in Italia.

(26/02/2017)

  • Tracklist
  1. Fine di un'epoca
  2. Scheggia
  3. Tamara
  4. 1996
  5. Quel poco di buono (che avevi fatto)
  6. La linea si scrive da sola
  7. Schiaffino!
  8. In nero
  9. Paura del principio


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