Tim Darcy

Saturday Night

2017 (Jagjaguwar) | post-punk

Citando Television e Velvet Undergound, la band degli Ought ha guadagnato un proprio spazio nell’affollato panorama musicale rock. Il viscerale post-punk del quartetto di base a Montreal ha sollevato non pochi entusiasmi, grazie anche alla notevole resa live.
Tenuto nel cassetto per alcuni anni, “Saturday Night” è un vero e proprio album solista per Tim Darcy, solido e agrodolce e introspettivo quanto basta per mettere in mostra una personalità più sfaccettata  e complessa.

La collaborazione con Andrea-Jane Cornell, documentata nel disco a quattro mani “Too Significant To Ignore”, sottolineava in maniera chiara la volontà di Tim Darcy di varcare i confini del rock d’autore. Accettando la sfida d’interagire con la sola forza delle parole sul substrato noise dell’artista canadese, l'artista ha infine trovato la chiave di volta per una più articolata interazione tra musica e poesia,.
Dietro “Saturday Night” si agitano gli stessi drammatici dualismi empirici che Lou Reed sperimentò negli ultimi giorni dei Velvet Underground, anche se il frontman degli Ought appare più scaltro, restando in bilico tra ombre e luci, realizzando un album che quando sembra finalmente decollare resta deliziosamente a mezz’aria.
 
Tim esplora atmosfere e stili diversi, mettendo a dura prova anche la sua versatilità vocale e strumentale, scendendo negli abissi del folk-noir nella desolata “Found My Limit” e lasciandosi catturare dall’indolenza della riflessione nella psichedelica “Saint Germain”.
“Tall Glass Of Water” è perfetta nella sua affascinante ibridazione tra sonorità anni 70 e anni 80, “You Felt Confort” satura ancor di più l’atmosfera sporcando con deliziosi riff un canonico rock’n’roll, mentre “Still Waking Up” apre le porte a un disincanto in stile Morrissey, accattivante e delizioso.

“Saturday Night” è un progetto nato in ritagli di tempo spesso rubati alla formazione-madre, questo è evidente quando il musicista abbozza ballate bipolari (“Joan Pt 1,2”) o superflui interludi strumentali (“First Final Days”).
E’ un esordio strano, l’album di Tim Darcy, inafferrabile nella sua voluta intemperanza. Sembra quasi non aver senso la digressione sperimentale di “Beyond Me”, soprattutto se contrapposta all’accento da croneer che il musicista esibisce nella ballata pianistica “What’d You Release?”. Il caos e la solitudine sembrano sempre in agguato, un senso d'incertezza che si ripercuote sulla resa finale dell'album.

(04/03/2017)



  • Tracklist
  1. Tall Glass of Water
  2. Joan Pt 1, 2
  3. You Felt Comfort
  4. Still Waking Up
  5. First Final Days
  6. Saturday Night
  7. Found My Limit
  8. Saint Germain
  9. What'd You Release?
  10. Beyond Me
  11. Joan Pt 3 (hidden track)  




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