Jaimie Branch

Fly Or Die II: Bird Dogs Of Paradise

2019 (International Anthem) | jazz

Jaimie Branch, classe 1983, è salita sul treno di quei musicisti che stanno spingendo il free jazz verso una forma d’improvvisazione moderna, contaminandolo attraverso un retroterra hip-hop-latin-punk-rock, costruito grazie a una moltitudine di ascolti, frequentazioni e collaborazioni, perfezionate negli anni – nel caso della Branch – fra Brooklyn, Chicago e Baltimora. Ha scelto la tromba come strumento prediletto, ma in questo suo secondo lavoro introduce un determinante elemento di novità, la voce, un declamato che integra e completa un songwriting ora arricchito con nuove molteplici sfumature e, soprattutto, significati.

Il valore delle parole le conferisce una forza che altri colleghi non possono avere, e per mezzo dei testi il lavoro assume un taglio politico. La Branch può quindi dichiararsi in maniera netta nel novero degli artisti che, numerosi, si stanno ponendo apertamente “contro”. In questo contesto, una traccia come “Prayer For Amerikkka” acquisisce inevitabilmente la centralità assoluta del progetto: un’invettiva anti-Trump costruita su una solidissima base blues, pronta a evolversi in sfrenata danza mariachi, richiamando allo stesso tempo sia la tradizione dei canti nei campi di lavoro d’epoca schiavista, sia l’attualità dei problemi ai confini col Messico. Ma dentro “Fly Or Die II” non emergono mai muri divisori...

E’ tutto un grande abbraccio multietnico e multistilistico, condito di frequente dai suoni della foresta. Abbiamo feste tropicaliste in “Simple Silver Surfer” e richiami ancestrali nelle percussive evoluzioni afro di “Bird Of Paradise”, perfetto preludio per la coloratissima esplosione dall’incedere latin di “Nuevo roquero esteréo”, il pezzo che lancia il disco verso il definitivo salto di qualità. E ancora i deliri zappiani di “Twenty-Threee n Me, Jupiter Redux”, che sfociano in una folle improvvisazione free form, e la suadente ballad finale “Love Song”, forte di un’impennata che rinvigorisce un pezzo già di per sé di grandissima classe.

“Fly Or Die II” è un caleidoscopio ricco di spunti, che ci consegna un’artista ormai matura e completa, che pare aver lasciato alle spalle molti dei propri problemi personali per brillare di luce propria. E’ l’ultima zampata vincente di un decennio cruciale nella rivalutazione complessiva della musica jazz – più o meno contaminata – e nel suo definitivo sdoganamento presso le generazioni più giovani e presso i circuiti che abitualmente ospitano la scena indie.
Kamasi Washington e Shabaka Hutchings sono soltanto le punte dell’iceberg di una scena vitale come non lo era da tempo. Musicisti di grande valore ancora all’inizio del proprio percorso, con ancora tantissimo da dire, e da suonare. Ne vedremo ancora delle belle…

(22/12/2019)

  • Tracklist
  1. Birds Of Paradise
  2. Prayer For Amerikkka pt. 1 & 2
  3. Lesterlude
  4. Twenty-Three n Me, Jupiter Redux
  5. Whales
  6. Simple Silver Surfer
  7. Bird Dogs Of Paradise
  8. Nuevo roquero estéreo
  9. Love Song


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