Ezra Furman

Twelve Nudes

2019 (Bella Union) | queer punk

Il 2018 è stano un anno con la "a" maiuscola per Ezra Furman. Prima con la pubblicazione della sua opera più ambiziosa, quel "Transangelic Exodus" così drammatico e immaginifico, e poi con la colonna sonora della serie Netflix "Sex Education", che gli è valsa una più ampia diffusione del nome.
Seppur pubblicato a fine agosto, anche "Twelve Nudes" è stato registrato nel 2018. Veloce veloce, durante una breve e alcolica permanenza a Oakland, per poi essere rimaneggiato dalle sapienti mani di John Congleton (Sharon Van Etten, St. Vincent etc.).

Tra le righe dei testi del cantautore di Chicago, così come quando gli arrangiamenti barocchi delle sue canzoni lasciano intravedere l'ossatura chitarristica, ma soprattutto nei momenti cantati più isterici, è sempre stato possibile percepire una latente, iconoclasta furia punk. Dunque sorprende, ma non più di tanto, un disco smaccatamente punk come "Twelve Nudes". Specialmente data la semplice motivazione che ne ha innescato la genesi: scatarrare il più rumorosamente possibile su un anno di merda. Perché il 2018 lo è stato, ha detto Furman, che ha aggiunto di aver gridato così forte da farsi male. Viene da sé che più che ai Clash, o ai Pistols, men che meno ai Ramones, Furman e i suoi sarebbero finiti col somigliare agli X-Ray Spex.
Già "Calm Down Aka I Should Not Be Alone", che pur diluisce la carica punk con giocosi coretti 60's, e "Rated R Crusaders", invece più wave e geometrica, sono belle rozze e agguerrite, ma è il minuto scarso e imbottito di rumore "Blown" il culmine di questa sterzata di genere. Alquanto sorprendente è anche l'altrettanto rumorosa "Trauma", con un riff dalla cadenza addirittura sabbathiana.

Meno sorpredente è che i brani migliori sarebbero state le ballad, da sempre come giocare in casa per il Nostro, siano esse lamenti impenitenti come quelli di Joe Strummer ("Evening Prayer Aka Justice"), di fattura più personale ("Transition From Nowhere To Nowhere"), o tranciati da un assolo di chitarra al napalm ("In America").
I motivi per considerare "Twelve Nudes" un divertissement ci sarebbero tutti. Si tratta di un disco quasi improvvisato, certamente non programmato come potrebbe farlo un artista di questo livello; è poi molto lontano dalle stratificazioni e dagli arrangiamenti che ci si aspetterebbe da un arrangiatore come Furman. La sua urgenza, la durata snella e l'innegabile bontà di quasi tutti gli scheggianti brani non lasciano però dubbi: per quanto singolare, è un disco che spicca e fa la sua figura all'interno della discografia del cantautore queer.

(10/09/2019)

  • Tracklist
  1. Calm Down aka I Should Not Be Alone
  2. Evening Prayer aka Justice
  3. Transition From Nowhere to Nowhere
  4. Rated R Crusaders
  5. Trauma
  6. Thermometer
  7. I Wanna Be Your Girlfriend
  8. Blown
  9. My Teeth Hurt
  10. In America
  11. What Can You Do But Rock 'n' Roll


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