Gong

The Universe Also Collapses

2019 (Kscope) | psych-rock, space-rock

Se l'ultimo disco dei Gong ("Rejoice! I'm Dead!", 2016) era un doveroso tributo al compianto Daevid Allen, "The Universe Also Collapses" si rivela invece il punto di partenza di una nuova era. Lo spartiacque definitivo tra ciò che i Gong sono stati nelle mani del loro creatore e quel che invece, con ogni probabilità, continueranno a essere nel futuro. D'altronde, il ritorno della band non stupisce chi ne ha seguito le vicende più recenti: la volontà di Daevid è sempre stata quella di lasciare il gruppo in balia del fato, non volendo che esso si celasse dietro rimpianti e perpetui funerali sonori. Era quindi logico che, dopo il lutto, ricominciasse una nuova vita; l'ennesima di una formazione che ha fatto del cambiamento il proprio motivo conduttore.

Il salto quantico si ripercuote sul sistema sonoro, tornando alle origini del tempo e dello spazio: l'intento dichiarato dal chitarrista Kavus Torabi è stato infatti quello di produrre un album di pura psichedelia, ad alto tasso lisergico. Via quindi molte delle sovrastrutture che hanno caratterizzato parte della saga centrale dei Gong; non c'è spazio per nette contaminazioni jazz e progressive, ma solo per un unico flusso psych-rock che agisce direttamente nella mente dell'ascoltatore.
Che ci sia qualcosa di strano lo si intuisce dalla durata dell'opener, "Forever Reoccurring", 20 giri d'orologio che sembrano usciti direttamente dalla testa di Timothy Leary. Il modus operandi si lega a quello dei primi Gong spaziali di "Camembert Electrique", in un accavallarsi di sintetizzatori, sassofoni, chitarre e stupefacenti cavalcate percussive. Il risultato finale non convince tuttavia pienamente, in quanto alcune sezioni si rivelano quasi inconcludenti e ridondanti.

L'anima più dinamica e propriamente canterburiana dei Gong è presente invece nel breve interludio di "If Never I'm And Ever You", che lancia il secondo brano più lungo del disco, i 13 granitici minuti di "My Sawtooth Wake". Anche qui a far da padrone è il glissando della chitarra, vecchio marchio di fabbrica di Allen, che assieme ai sax di Ian East diviene il vero protagonista di quella che è la traccia più convincente del conio. Una vera e propria dichiarazione di intenti dove il manierismo si fa da parte, rivelando ciò che davvero i Gong possono dare negli anni a venire.
Tutto si annulla, però, nel conclusivo space-folk di "The Elemental", incentrato intorno alla voce di Kavus Torabi, che in un'ambientazione così ritmicamente spoglia non sembra riuscire a reggere il peso da sola e a portare la canzone a un livello superiore. Un finale lievemente sottotono, ma ci appuntiamo per il futuro ciò che è davvero importante: anche se l'universo collassa, c'è ancora vita sul pianeta Gong.

(20/05/2019)



  • Tracklist
  1. Forever Reoccurring
  2. If Never I'm And Ever You
  3. My Sawtooth Wake
  4. The Elemental
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