Mabel

High Expectations

2019 (Polydor/Capitol) | reggaeton-pop

Se i tuoi genitori di nome fanno rispettivamente Neneh Cherry e Cameron McVey, le aspettative circa la tua carriera musicale devono essere insostenibilmente alte - e forse è proprio questo il motivo del perché Mabel Alabama-Pearl McVey ha scelto un simile titolo per il proprio album di debutto. Ma se storicamente i figli d'arte fanno fatica a uscire dall'ombra dei propri genitori, la giovane Mabel si è subito distaccata da ogni possibile associazione: al contrario delle radici carbonare punk-funk e trip-hop di mamma e papà rispettivamente, questa bella 23enne ha scelto la strada delle major, affidandosi anima e corpo al gigantesco macchinario Polydor/Capitol. Negli anni successivi alla nomina al Bbc Sound Of, che per primo l'aveva messa sulla mappa nel 2016, sono stati rilasciati una trafila di singoli, remix, Ep e un mixtape, tutto col chiaro intento di crearle attorno il giusto peso mediatico. Ma dopo l'ascolto di "High Expectations" la domanda sorge spontanea: si può davvero parlare di "peso" per un prodotto del genere?

L'era digitale ha portato cambiamenti enormi nel mondo del commercio musicale. Se da un lato l'attenzione dell'ascoltatore s'è fatta più breve e sporadica a causa della quantità esorbitante di musica rilasciata ogni settimana, dall'altro i tempi di "creazione" di una popstar si sono dovuti necessariamente allungare di almeno un paio d'anni buoni. Per quei pochi che riescono a esordire da soli tramite un momento virale nato su internet, ci sono cantanti come Mabel che macinano singoli a calcolata cadenza trimestrale per infilarsi lentamente nella coscienza popolare, ma una simile pratica finisce con lo scorporare totalmente la visione artistica dal mero bisogno di creare un prodotto per il rapido consumo.
Arrivati alla noiosa ripetitività di "Selfish Love" (quinta canzone in scaletta, se togliamo l'intro e l'attuale presenza di "God Is A Dancer" con Tiësto nella versione digitale appena reimpacchettata) ci siamo già fatti un quadro di dove vuole andare a parare l'intero disco: liriche innocue, onnipresenti ritmi reggaeton, corettini dancehall e liofilizzati rullanti trap-pop. Spalmato su quattordici tracce (che ormai sono diventate ventuno nella versione deluxe), questo stile non offre uno scossone manco per sbaglio, e qualunque traccia di personalità dell'interprete è semplicemente non pervenuta. Alla faccia di mamma sua, proprio.

Il fatto che Mabel abbia una buona voce ("FML" e la ballata "I Belong To Me"), che ogni tanto si parta alla rincorsa di Ariana Grande ("Trouble"), o che la produzione sia sempre curata (il diafano gated reverb su "We Don't Say", i colorati sample caraibici di "Put Your Name On It") passano totalmente in secondo piano di fronte a un disco nato volutamente parco di idee per potersi adattare senza problemi alle playlist di Spotify compilate dalle stesse case discografiche (attualmente non esiste centro commerciale in tutto il Regno Unito dove non si senta un pezzo di Mabel ogni tre/quattro ore almeno). E se questo è lo scopo, allora chiaramente "High Expectations" è un prodotto vincente e non c'è manco da stupirsi, viste le risorse monetarie e promozionali di chi vi sta alle spalle.

Ma non si può che rimanere inermi di fronte a tale vacua costruzione, che non tenta nemmeno più i colpi di scena di una giovane Britney Spears. Il fatto che "High Expectations" abbia debuttato al n.3 in Uk quest'estate, o che un singolo radiofonico come "Don't Call Me Up" abbia abbondantemente sorpassato i 100 milioni di visite su YouTube donano poc'altra luce a un personaggio che rimane ancora cocciutamente anonimo. Del resto esiste già Dua Lipa, altro prototipo di cantante da streaming sui generis che di visite su YouTube ne fa oltre un miliardo, e questo al momento non fa che rendere il nome di Mabel ancor più privo di significato. Bella voce e zero autonomia sullo sfondo di un panorama deprimente.

(09/10/2019)

  • Tracklist
  1. God Is A Dancer (Tiësto feat. Mabel)
  2. High Expectations - Intro
  3. Bad Behaviour
  4. Don't Call Me Up
  5. FML
  6. We Don't Say
  7. Selfish Love feat. Kamille
  8. Lucky - Interlude
  9. Mad Love
  10. Trouble
  11. Put Your Name On It
  12. Stckhlm Syndrome - Interlude
  13. OK (Anxiety Anthem)
  14. I Belong To Me
  15. High Expectations - Outro
  16. Finders Keepers feat. Kojo Funds
  17. Fine Lines feat. Not3s
  18. My Lover feat. Not3s
  19. Ring Ring (Mabel & Jack Jones feat. Rich The Kid)
  20. Cigarettes (Mabel, Raye & Stefflon Don)
  21. Not Sayin'




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