Dua Lipa

Dua Lipa

2017 (Capitol) | pop

Inutile girarci troppo attorno: la situazione del pop made in Uk, spiace dirlo, ha del tragico. Con l'house-revival ad avere finito da tempo la spinta propulsiva, i vari talent show a continuare a proporre nomi buoni per una stagione (talvolta nemmeno quella) e la retromania di alcuni act da esportazione a rinchiudersi nel più confortevole vintagismo, sembra non esserci proprio spazio per qualche volto fresco e allo stesso tempo dotato di una sua personalità, di una cifra che ne permetta un'immediata riconoscibilità. Fortunatamente, esiste qualche eccezione alla regola, qualche piccolo strappo che consente di poter avere qualche barlume di speranza verso il futuro prossimo: la giovane Dua Lipa si fa portatrice di questa possibilità, arrivando all'esordio sulla lunga durata forte di una considerevole sfilza di singoli che ne hanno messo in evidenza il buon orecchio per la melodia e una notevole capacità nel captare il presente, adattandolo alle sue esigenze estetiche. Maturato per quasi due anni, e con la candidatura al Bbc Sound of 2016 nel mezzo a puntare i riflettori su un nome giustamente da tenere d'occhio, l'omonimo album della songstress britannica di origini kosovare riesce a infondere un po' di linfa vitale e soprattutto di autentico pop, nella scena musicale di un paese portato che ormai riesce a rendersi interessante all'estero soltanto attraverso le sue vecchie glorie e un fitto sottobosco elettronico in costante fermento.

Cullato e coccolato fino a ottenere la sua forma definitiva, con corpose edizioni deluxe che non si pongono come semplice corollario per completisti e fan allo stadio terminale, "Dua Lipa" è senza dubbio la migliore raccolta di melodie a provenire dalla perfida Albione da anni a questa parte, un concentrato purissimo di songwriting pop ricco di ritornelli memorabili e composizioni efficaci nella loro immediatezza e semplicità. Già la sopracitata trafila di singoli ha permesso di rintracciare senza grossi problemi la qualità e la versatilità della penna dell'autrice, da tempo ormai anche al servizio di altri nomi (tra cui la nostra Annalisa). Laddove "New Love", con i suoi attacchi in levare e la struttura melodica articolata (divisa tra strofe, pre-ritornelli e chorus vero e proprio, in una progressione che pare quasi non voler giungere mai al suo climax effettivo) rifrulla temi electro-pop con le nascenti sonorità tropical, la successiva doppietta, "Be The One" (innegabilmente il suo brano più celebre) e "Last Dance", porta il binomio stilistico di cui sopra alle massime conseguenze espressive, coniugando al meglio l'immediatezza compositiva a un'estetica sì ballabile, ma che non rinuncia a intriganti finezze sonore (i potenti e sinuosi fraseggi deep-house di cui si avvale la seconda; le briose aperture di synth della prima, egregiamente accostate alla luminosa e delicata impalcatura ritmica).
Anche a rinunciare all'essenza sonora delle ultime stagioni, il discorso non difetta quanto a personalità e carattere: eccola assieme a Miguel muoversi sopra una base impeccabile in "Lost In Your Light", che riadatta il passo di "Losing You" di Solange in uno scintillante tripudio sintetico, attento sia a scandire il tempo che a supportare l'intensità sprigionata dal deciso passo a due vocale in un caloroso abbraccio atmosferico. Oppure eccola giocare con steel-pan effettati e cadenze caraibiche in "Hotter Than Hell", dissimulando l'esplosione del ritornello in un melodismo per il resto più dimesso e pacato, per quanto sempre molto attento al groove. Dove si pesca, si pesca bene insomma.

E non finisce qui, l'album tiene infatti botta soprattutto grazie ai notevoli inediti inclusi, talvolta anche migliori degli stessi singoli. Con i riempitivi ridotti all'osso ("IDGAF", con un'architettura electro-rock troppo esile per sostenere un'interpretazione così rabbiosa; la torch song "Homesick", ennesima ballatona gonfia di emozione ma priva di qualsivoglia stimolo aggiuntivo) il disco espande ulteriormente il ricco campionario di brani killer e performance memorabili, inquadrando alla perfezione il brand trés-pop della musicista e promuovendone ogni sfaccettatura.
Con un contralto poderoso, estremamente riconoscibile in un mare di dive gorgheggianti e fatine svolazzanti, Dua Lipa è protagonista assoluta delle sue canzoni, disinvolta sia nel piegare la propria voce a emotive declinazioni soul (come nel capolavoro urban-acustico "Thinking 'Bout You", il pezzo che Jess Glynne le invidierebbe), sia nel battere il ritmo della dance più frenetica, dove poter mettere in risalto fascinose ascese vocali ("Dreams", ricca di una fisicità rara nell'attuale panorama britannico). Tra schegge impazzite che ampliano le possibilità della cantante in direzione "indie" ("Room For 2", sensuale ninna nanna dalle fattezze psichedeliche), oppure vibranti sferzate electro - "Blow Your Mind (Mwah)", "Begging" - non c'è insomma campo in cui la giovane popstar non riesca a dire la sua nella migliore maniera possibile. E c'è ancora spazio per ulteriore maturazione.

Laddove talento vocale e di penna mettono in luce già la completezza dei risultati raggiunti da Dua Lipa, una maggiore caratterizzazione anche dal punto di vista sonoro (comunque già rintracciabile in alcuni frangenti) consentirebbe ben presto di agguantare il grande disco. Comprensibile comunque che per un esordio si sia deciso, in tempi tutt'altro che fruttuosi per le etichette, di puntare su un sound ben rodato e assodato dal pubblico. Anche così, non si può non salutare con calore la migliore figura del pop inglese da anni a questa parte. Si spera che il futuro sappia tenere testa a un così valido debutto.

(27/06/2017)

  • Tracklist
  1. Genesis
  2. Lost In Your Light (ft. Miguel)
  3. Hotter Than Hell
  4. Be The One
  5. IDGAF
  6. Blow Your Mind (Mwah)
  7. Garden
  8. No Goodbyes
  9. Thinking 'Bout You
  10. New Rules
  11. Begging
  12. Homesick
  13. Dreams (deluxe edition)
  14. Room For 2 (deluxe edition)
  15. New Love (deluxe edition)
  16. Bad Together (deluxe edition)
  17. Last Dance (deluxe edition)
  18. Hotter Than Hell (Miike Snow Remix) (Japanese edition bonus track)
  19. For Julian (Japanese edition bonus track)






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