Solange

True Ep

2012 (Terrible Records) | soul, urban-pop

Si sta facendo desiderare la signorina Knowles. Sino a questo momento Solange era sempre stata, per alcuni, soltanto la sorella minore di Beyonce, tra le due quella sicuramente meno dotata vocalmente e fisicamente ma anche quella con le frequentazioni più indie (Of Montreal e Chromeo) e con qualcosa in più per potersi costruire una carriera musicalmente più interessante: idee e buon gusto. Ne aveva dato prova nel precedente album “Sol-Angel And The Hadly St. Dreams” dove, con la collaborazione di gente come Neptunes, Mark Ronson, Cee-lo Green e Lamont Dozier, omaggiava in chiave moderna i miti del Motown-sound con cui era cresciuta.

E ulteriormente cresciuta, ora, sembra esserlo per davvero dopo la pubblicazione di un singolo clamoroso, e curiosamente più bianco rispetto al suo passato, come “Losing You”: un semplice, ma efficacissimo pattern ritmico, che ingloba sia sintetismi eighties, sia battiti e campionamenti che paiono provenire da un hip-hop party dei primi anni 90, a servizio di una melodia avvolgente e malinconica.
Per un album vero e proprio bisognerà attendere ancora qualche mese ma nel frattempo Solange ci aiuta ad addolcire l’attesa con “True”, un Ep di nemmeno mezz’ora di durata, interamente scritto e prodotto assieme a Mr. Lightspeed Champion, Dev Hynes. I due fanno nuovamente centro sotto il segno della nostalgia, persino più accentuata, con un altro brano che meriterebbe di far parte del full-length album in lavorazione, una palpitante e sexy “Lovers In The Parking Lot”, impreziosita da un liquido pianoforte e una morbidissima interpretazione.

Snodandosi su sonorità simili, seppur in chiave decisamente più pimpante, “Some Things Never Seem To Fucking Work” mostra subito come melodie e arrangiamenti di “True” suonino piuttosto omogenei, persino troppo, quasi fossero una variazione sul tema del primo, fortunato singolo. Eppure ogni brano riesce fortunatamente a mantenere una sua identità e a non annoiare, anche grazie alla breve durata complessiva; lo strascicato e irregolare beat di “Don’t Let Me Down”, ad esempio, sembra voler omaggiare quel genietto di Minneapolis che scriveva ballate per Dorothy Parker, così come l’atmosfera vagamente doo-wop che pervade il pezzo strizza l’occhio a Stevie Wonder.

L’urban-pop di “Locked In Closet” poi, che è quanto di più vicino a ciò che si potrebbe ascoltare su “I Am… Sasha Fierce”, mette definitivamente le cose in chiaro: laddove Beyonce strafà, Solange dosa con cura, laddove la signora Carter sbatte in faccia agli ascoltatori la sua irruente sensualità, la sorella preferisce corteggiarli con raffinata malizia.
A ribadire ulteriormente la diversa caratura rispetto alle colleghe ci pensa anche l’atmosferica “Look Good With Trouble” che, in un solo minuto e mezzo, esprime tutto quello che Janet Jackson non è riuscita a dire negli ultimi quindici anni e quasi si scioglie introducendo l’altrettanto lenta “Bad Girls”, fascinosa e notturna come solo una ballata electro-funk di fine anni 80 potrebbe suonare e che insegna a Rihanna come associare un assolo di chitarra elettrica a un pezzo simile senza farlo suonare volgare e posticcio.

“True” è solo un conciso antipasto, fresco e piacevolissimo, ma che si guarda bene dal rivelare in anticipo tutto ciò che la Knowles tiene in serbo per il suo terzo album (oltre a Hynes anche Pharrell Williams e Chromeo dovrebbero far parte della squadra) che ci si augura possa essere persino migliore. Una cosa è però certa: l’Ep ribadisce che, in ambito pop, è sicuramente Solange quella su cui tener gli occhi puntati nel 2013.

(03/12/2012)



  • Tracklist
  1. Losing You
  2. Some things Never Seem To Fucking Work
  3. Locked In Closet
  4. Lovers In The Parking Lot
  5. Don’t Let Me Down
  6. Look Good With Trouble
  7. Bad Girls (Verdine Version)
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