Sono la
crew hip-hop più ubiquitaria di sempre, secondi solo a
Snoop Dogg in quanto a rimodellamenti del proprio linguaggio. Punto di forza dei Black Eyed Peas? Will.I.Am, artefice di appiccicose produzioni
electro-hop capaci di marchiare il decennio 00 alla pari di
Pharrell, Danja e
Timbaland.
Ma con
Fergie attualmente fuori dai giochi per doveri famigliari, Will.I.Am adesso è rimasto l'unico volto riconoscibile del gruppo e s'è reso conto di aver bisogno di tutto l'aiuto possibile - non saranno infatti apl.de.ap e Taboo a reggere la baracca, né tantomeno la nuova
vocalist reclutata a
part time, J Rey Soul. Will ha quindi optato per la scelta più paracula, chiamando a sé una lunga parata di ospiti dal mondo latino:
J Balvin, Maluma, Becky G, Ozuna e tanti altri. L'idea è semplice: ricreare l'immaginario festaiolo più scontato di sempre, come se il mondo latino non avesse altro da offrire. Quattro parole in spagnolo maccheronico,
subwoofer in spalla, rum nel ghiaccio e via tutti in spiaggia.
"Translation", insomma, è l'ennesimo album
reggaeton guidato dall'
hook e imperniato su un'invariabile ritmica che avanza incessante da anni. Le interpolazioni di "Rhythm Of The Night" di Corona su "RITMO", e di "Super Freak " di
Rick James su "VIDA LOCA", sono quanto di più interessante venga concesso all'orecchio dell'ascoltatore pop.
Il resto del disco si compone di stereotipi da club ormai collocabile tanto a Porto Rico e Bogotà quanto a Seul e Catanzaro. La produzione è sempre curata e gli ospiti fanno tutti il proprio dovere, ma è difficile citare un solo pezzo che sia davvero degno di nota. Per un tocco tribal-cibernetico su "MABUTI", che a suo modo funziona, c'è il trattamento vocale attuato sulla povera Shakira in "GIRL LIKE ME" che è semplicemente bizzarro - quello stridulo urletto riprocessato al vocoder provoca troppa ilarità. Sulla svisata
grime di "ACTION" i tre si trasformano in un'ulteriore caricatura della caricaturale "
Man's Not Hot", e il risultato è grottesco.
Ma "Translation" non è stato asssemblato con l'idea di fornire un ascolto ponderato, l'importante, per i Black Eyed Peas, è cavalcare la moda nella maniera più globalista possibile, anche in un'estate 2020 ormai martoriata dalla pandemia.
Sarebbe potuta finire qui, con un ennesimo disco da playlist generalista pronto al macero già da settembre, e un tormentone radiofonico quale "MAMACITA" che campiona "La Isla Bonita" di
Madonna.
Ma proprio all'ultimo momento, Will.I.Am allunga la mano dallo schermo e ti tira uno schiaffo in faccia con gratuita veemenza, e quando ti giri con la mano sulla guancia dolente per chiedergli una spiegazione di tale gesto, ti sputa in un occhio con disprezzo. Sto parlando di "NEWS TODAY", filastrocca chitarra/vocoder che fa da commentario alla situazione Covid-19 - il testo ve lo dovete
leggere da soli, impossibile non sentirsi accapponare la pelle dall'imbarazzo. Lanciare gomme da masticare tra i boccoli biondi di una bimba di tre anni sarebbe stato più umano, o per lo meno più coerente con l'attitudine adolescenziale di un disco che alla fine parla solo di
fiesta, sesso & chiappe.
Se anche doveste essere tra quegli ascoltatori che non disdegnano un po' di anonimo
reggaeton per muovere il culo, "Translation" si premura di offrirvi comunque la canzone più brutta del 2020, così a spregio e senza manco avvertirvi.