Built To Spill

Built To Spill Plays The Songs Of Daniel Johnston

2020 (Ernest Jenning) | indie-rock, lo-fi songwriter

Eravamo saltati sulla sedia alla notizia che i Built To Spill avrebbero omaggiato il fu Daniel Johnston, amato songwriter e paladino del lo-fi che elesse Austin e la sua comunità artistica come casa. Si conta un illustre e delizioso precedente realizzato quando Johnston era ancora tra noi, “The Late Great Daniel Johnston: Discovered Covered” (Gammon, 2004), curato, significativamente, da Mark Linkous aka Sparklehorse, che l'anno precedente aveva prodotto col cantautore californiano anche "Fear Yourself" (Gammon, 2003).
Dopo l’ultimo album, “Untethered Moon” (Warner, 2015), nel 2017 la band di Boise è chiamata ad accompagnare Johnston in tour e quindi a ri-arrangiare col cantautore i suoi brani. Così questa raccolta si candiderebbe a essere il documento di un’esperienza condivisa con l’autore stesso e, contemporaneamente, un tributo postumo a quello stesso artista.

Alla fine i Built to Spill realizzano un tributo carino, ma piano e fin troppo opaco. Le canzoni di Johnston – realizzate con pochi mezzi ma eclettiche, anche sul piano timbrico, e con una forte carica emotiva – sono appiattite dall’uso di un organico standard per tutti i brani (chitarre elettriche e acustiche, basso e batteria) e penalizzate probabilmente da una registrazione piatta. É emblematica di ciò “Life In Vain”, in cui il confronto con l’originale non regge. Nessuna dinamica, nessun guizzo, nessun piglio.
L’interpretazione vocale è probabilmente il punto di scarto maggiore tra le versioni originali e queste cover: Doug Martsch, tipicamente "svogliato", manca dell’estrosità e dello stupore amato così tanto nelle versioni di Johnston, quel vibrare a tratti anche incerto, ma segno sempre di una personale sincerità espressiva.

Episodi come “Bloody Rainbow” e “Fish”, ad apertura e chiusura del disco, risultano più riusciti di altri – suonando quasi come brani dei Built To Spill – ma in generale la band di Boise è forse fin troppo “quadrata” per rendere le eccentricità e la tensione emotiva dei brani di Johnston. Quindi, sì, il compito è stato svolto, ma senza infamia e senza lode. 

(13/07/2020)

  • Tracklist
  1. Bloody Rainbow
  2. Tell Me Now
  3. Honey I Sure Miss You
  4. Good Morning You
  5. Heart, Mind, And Soul
  6. Life In Vain
  7. Mountain Top
  8. Queenie The Dog
  9. Impossible Love
  10. Fake Records Of Rock N Roll
  11. Fish
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