Disq

Collector

2020 (Saddle Creek) | indie-rock

Annoverando nel suo roster nomi tra i più caldi del panorama indie-rock/folk attuale (Ada Lea, Stef Chura, Hop Along e ovviamente Adrianne Lenker con i suoi Big Thief), altrove piuttosto asfittico, la Saddle Creek è da considerarsi indubbiamente tra le etichette da tenere sotto costante osservazione. Uno dei must listen targati Saddle Creek di quest’anno è sicuramente “Collector”, primo Lp dei Disq da Madison (Wisconsin), uscito lo scorso marzo.
Interessi e inclinazioni del quintetto, piuttosto numerosi, tendenti sia al lato lo-fi che a quello folk dell’indie-rock, emergono di canzone in canzone piuttosto che all’unisono in ogni brano. “Collector” è dunque un disco multiforme, che trova il suo equilibrio negli inquieti umori giovanili e nell’attitudine piuttosto che in un sound compatto. Una opener ficcante e sghemba come “Daily Routine” rimanda immediatamente alle canzoni dei Parquet Courts, quando puntano a Pixies e Pavement invece di convergere verso inclinazioni più arty. La canzone è semplice, con la chitarra e le strofe sguaiate a conferirle un andamento pigro, ma in sottofondo troviamo un lavoro di fino al pianoforte. Grande attenzione ai dettagli dunque, che emerge anche tra le pieghe digitali della successiva “Konichiwa Internet”.

Manifesto di questo lato dei Disq è “I’m Really Trying”, un inno post-adolescenziale cantato tra i riff distorti e insistenti delle chitarre come fossero i primi a non crederci. Se non è teen spirit questo...
La melodia in prevalenza acustica di “D19” è contagiosa e sprizza malinconia da ogni poro, nulla ancora, però, in confronto al folk sconsolato che la segue. Una “Loneliness” che è andata a lezione di delicatezza dai compagni di etichetta Big Thief, con un lamento slacker-rock invece che la suadente Lenker a condurci verso un finale elettrico e concitato. Ancora folk del più delicato in “Trash”; mentre la caotica “Fun Song 4” è una divertita scorribanda tra tastiere e manopoline.
I distorsori sono decisamente in gran spolvero in “Gentle”, che sfodera un altro testo carico di insofferenza e insoddisfazione con un riff a un passo dallo shoegaze. Qualche spiraglio di sollievo viene offerto nel divertente ritornello à-la Pavement.
Decisamente alti i volumi anche del riff quasi doom di “I Wanna Die”, che consta anche di un assolo decisamente hard-rock, e di “Drum In”, brano forte di un bridge e di un refrain che avrebbero fatto la gioia dell’etere di Seattle e dintorni negli anni 90.

La qualità e la varietà messe in campo da “Collector” sono indubbie, sebbene ancora da addomesticare, asciugando le stramberie lo-fi di troppo che i ragazzi si concedono qualche volta. La certezza è che i giovani Disq siano davvero finiti nel posto giusto, potendo contare su un’etichetta che li aiuterà con l’esperienza di cui hanno bisogno e che li lascerà liberi quanto basta in un percorso che si preannuncia esaltante.
Fosse la prima volta che vi imbattete nei Disq, dovete loro il recupero dell’ottimo singolo “Communication/Parallel” del 2019.

(10/05/2020)

  • Tracklist
  1. Daily Routine
  2. Konichiwa Internet
  3. I’m Really Trying
  4. D19
  5. Loneliness
  6. Fun Song 4
  7. Gentle
  8. Trash
  9. I Wanna Die
  10. Drum In


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