Magnetic Fields

Quickies

2020 (Nonesuch) | pop, songwriter, avant-pop

Per un artista come Stephin Merritt la vera sfida non è essere sempre all’altezza della fama, quanto mostrare a se stesso di poter affrontare limiti e regole, a costo anche di scontentare le attese. Ed è quello che in sintesi rappresenta “Quickies”, album della sintesi estrema, ricco di schizzi armonici contrabbandati per idee in possibile espansione, perfetto campionario di perfezione e frustrazione, un progetto che rischia di spingere l’ascoltatore alla follia o alla disperazione.

Nessuna canzone che si avvicini ai tre minuti (limite massimo 2:35), ventotto istantanee che mettono insieme un racconto di un’umanità surreale che sembra uscita dal film di Lars Von Trier “Idioti”, tra donne con tre seni, onanisti seriali, orge e gang-bang, relazioni pericolose, fughe in moto e brani i cui titoli sono perfino più geniali delle canzoni stesse (“The Biggest Tits In History”, “The Day The Politicians Died”, “I Wish I Were A Prostitute Again”, “Kraftwerk In A Blackout”).

Difficile che qualcuno trovi in “Quickies” una melodia da amare o inserire in una playlist: anche gli amanti della brevità resteranno sopraffatti da tanta irriverenza nei confronti dell'arte pop. Ed è proprio in questa avversione generata dall’ascolto delle miniature di Stephin Merritt che si nasconde il fascino discreto di un disco intelligente (“Castle Down A Dirt Road”) e nello stesso istante irritante (“Song Of The Ant”).
Solo dopo vari ascolti le canzoni assumono una forma definitiva (“The Best Cup Of Coffee In Tennessee”, “The Price You Pay”), alcune restano insignificanti e superflue (“Come, Life, Shaker Life!”), altre si palesano come geniali (“Evil Rhythm”) o dilettevoli (“When She Plays The Toy Piano”).

E' dunque nello sforzo che viene chiesto all’ascoltatore il senso di un album come l’ultimo dei Magnetic Fields. “Quickies” sono le sveltine, ovvero quelle avventure fugaci che possono avere il fascino dell’attimo fuggente (la già citata “The Day The Politicians Died” e “When The Brat Upstairs Got A Drum Kit”) o la vacuità del nulla (“Rock 'N' Roll Guy”), relazioni fisiche e mentali che lasciano un senso di piacere (“Kill A Man A Week”) o di vuoto (“Favorite Bar”). A volte da un breve incontro nasce l’autentica passione (“I Wish I Had Fangs And A Tail”), ed è quella che potrebbe provocare in alcuni, ma non in tutti, l’ascolto di questo ultimo diario scomposto di Merritt & C., un progetto non privo di difetti, ma mai sprovvisto di quella lucidità progettuale che è il vero punto di forza dei Magnetic Fields.

(14/12/2020)

  • Tracklist
  1. Castles Of America
  2. The Biggest Tits In History
  3. The Day The Politicians Died
  4. Castle Down A Dirt Road
  5. Bathroom Quickie
  6. My Stupid Boyfriend
  7. Love Gone Wrong
  8. Favorite Bar
  9. Kill A Man A Week
  10. Kraftwerk In A Blackout
  11. When She Plays The Toy Piano
  12. Death Pact (Let's Make A)
  13. I've Got A Date With Jesus
  14. Come, Life, Shaker Life!
  15. (I Want To Join A) Biker Gang
  16. Rock 'N' Roll Guy
  17. You've Got A Friend In Beelzebub
  18. Let's Get Drunk Again (And Get Divorced)
  19. The Best Cup Of Coffee In Tennessee
  20. When The Brat Upstairs Got A Drum Kit
  21. The Price You Pay
  22. The Boy In The Corner
  23. Song Of The Ant
  24. I Wish I Had Fangs And A Tail
  25. Evil Rhythm
  26. She Says Hello
  27. The Little Robot Girl
  28. I Wish I Were A Prostitute Again






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