Megan Thee Stallion

Good News

2020 (300 Entertainment) | hip-hop

Nata a Houston nel 1995, Megan Thee Stallion è stata la rapper americana più presente nei magazine specializzati d’oltreoceano nel corso del 2020. Protagonista di quel pruriginoso southern hip hop da strip club, che evidentemente attecchisce molto più negli Stati Uniti che in Europa, l’esplosiva cantante di colore ha saputo lastricare per bene il percorso che l’ha condotta alla pubblicazione del primo album, “Good News”. Con un nome da diva del porno, le pose eloquenti e i testi che non lasciano adito a malintesi, Megan ha pensato di pubblicizzare in grande stile anche le proprie disavventure personali, come le pallottole indirizzatele contro - secondo la sua versione dei fatti, tuttora in via d'accertamento - da Tory Lanez.

Forte delle sue diciassette tracce, e di una fitta carrellata di ospiti, fra i quali spicca il nome dell’illustre concittadina Beyoncé (in “Savage Remix”), “Good News” è rapidamente volato fino alla seconda posizione nella chart dei dischi più venduti negli States, stazionando per diverse settimane nella Top Ten. In precedenza, nello spazio di pochissimi mesi, Megan aveva già piazzato due singoli al primo posto, i duetti con Beyoncé e Cardi B, e diffuso un Ep molto apprezzato, “Suga”. “Good News” sublima il tutto, condendo con testi espliciti brani che musicalmente funzionano. Si balla (“Circles”, “Go Crazy”) e si twerka (“Do It On The Tip”), mentre gli autori provano ad architettare il pezzone definitivo (“Girls In The Hood”) e progettano atmosfere anni 90 (“Cry Baby”, “Movie”, “Don’t Stop”), con qualche traccia decisamente innocua (“Freaky Girls”, “What’s New”) e altre ai limiti del fastidioso (“Body”).

Quindi c’è molto contorno, senz’altro, ma alla fine anche molta musica: Megan mette al bando la trap (tranne qualche accenno nella trascurabile “Intercourse”) e si dimostra brava nel freestyle tanto quanto sa far aguzzare la vista ai ragazzini di South Park (la zona di Houston a maggioranza black nella quale è nata, cresciuta e tuttora risiede). Ma la sua sfacciata femminilità è utilizzata non soltanto per incrementare il conto in banca, bensì diviene vera e propria battaglia di genere, per evitare che siano esclusivamente gli artisti di sesso maschile a monopolizzare il difficile (e non di rado piuttosto violento) mondo dell’hip-hop a stelle e strisce. Con Cardi B, Lizzo e Cupcakke, Megan si pone in testa a un plotone di agguerritissime pop-rap-star al femminile, intente a ribaltare canoni consolidati.

E i risultati ottenuti sono di grande rilievo. Il 14 marzo 2021 presso lo Staples Center di Los Angeles si svolge la cerimonia per l'assegnazione dei Grammy Awards. E' la 63° edizione dei prestigiosi Premi, e Megan Thee Stallion si aggiudica ben tre statuette, risultando la seconda artista più premiata dell'anno. Due Grammy le vengono assegnati per "Savage" (feat. Beyoncé) nelle categorie "Best Rap Song" e "Best Rap Performance". Ma il vero trionfo è nell'affermazione come "Best New Artist", che la impone definitivamente all'attenzione internazionale. Era dal 1999 che un'artista femminile non riusciva ag aggiudicarsi il titolo di "Best New Artist" ai Grammy Awards: l'ultima a vincere fu Lauryn Hill (che era però già molto nota per il lavoro svolto con i Fugees) un precedente che sembra assolutamente beneaugurante... 

(14/02/2021)

  • Tracklist
  1. Shots Fired
  2. Circles
  3. Cry Baby (feat. DaBaby)
  4. Do It On The Tops (feat. City Girls & Hot Girl Meg)
  5. Sugar Baby
  6. Movie (feat. Lìl Durk)
  7. Freaky Girls (feat. SZA)
  8. Body
  9. What’s New
  10. Work That
  11. Intercourse (feat. Popcaan & Mustard)
  12. Go Crazy (feat. Big Sean & 2 Chainz)
  13. Don’t Rock Me To Sleep
  14. Outside
  15. Savage Remix (feat. Beyoncé)
  16. Girls In The Hood
  17. Don’t Stop (feat. Young Thug)




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