Quel che disse il tuono

Il velo dei riflessi

2020 (AMS Records) | progressive, rock sinfonico

Esordio per la nuovissima band progressive italiana dei Quel che disse il tuono, nati dall'unione di musicisti già familiari agli appassionati del genere: la chitarrista Francesca Zanetta (ex-Unreal City), il tastierista Niccolò Gallani (Cellar Noise), il cantante e bassista Roberto Bernasconi e il batterista Alessio Del Ben.

“Il velo dei riflessi” si ispira in parte (come il nome della band) ai testi di “La terra desolata” di T.S. Eliot (lo stesso testo che ispirò l’esordio dei Unreal City, “La crudeltà di aprile”) e si divide in cinque brani di cui quattro superano i nove minuti. Questo chiarisce la scelta del quartetto di un progressive sinfonico che predilige la suite al più semplice formato canzone. Inutile citare le solite influenze note a tutti, ma da segnalare c’è un legame più forte con la stagione del progressive italiano classico rispetto a quello con il prog tradizionale britannico. Sin dal fatto di essere un concept-album che usa la metafora degli specchi per descrivere le multiple personalità pirandelliane o magari freudiane presenti in ogni individuo, si sottolinea il legame col decennio seventies.

La summa è certamente nei tredici minuti finali di “Loro sono me (Catarsi)”, vera apoteosi di citazioni del progressive italiano, che va dalle ripetizioni in stile Raccomandata con Ricevuta di Ritorno a melodie che ricordano i Museo Rosenbach, brevi momenti lirici con accelerazione finale. “Figlio dell’uomo”, da cui viene tratto il video, vanta una intro strumentale notevole con continui successivi cambi di tempo tipicamente da rock sinfonico. La chitarra della sempre più brava Francesca Zanetta fa sentire qualche influenza floydiana nella suite iniziale di “Il paradigma dello specchio”, mentre “Il bastone e il serpente” svolta verso sonorità appena più aggressive, ai limiti dell’hard-prog. 

L'esordio è promettente, grazie alla fantasia e alla tecnica dei musicisti; quello che, a una superficiale analisi, può apparire come derivatismo è invece una passione autentica e sincera nei confronti di una stagione musicale che ha messo la libertà dei musicisti in primo piano.

(01/07/2020)



  • Tracklist
  1. Il paradigma dello specchio (Primo specchio)
  2. Figlio dell'uomo (Secondo specchio)
  3. Chi ti cammina accanto? (Terzo specchio)
  4. Il bastone e il serpente (Quarto specchio)
  5. Loro sono me (Catarsi)


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