Rhys Fulber

Diaspora

2020 (aufnahme + wiedergabe) | techno industrial

Il mecenate e pigmalione della scena electro-industrial mondiale Rhys Fulber sembra essersi del tutto adattato alla realtà attuale della sua scena di riferimento, e in particolare alla scuola techno/Ebm di stampo europeo. Personaggio che ormai da più di trent'anni omaggia le orecchie degli ascoltatori con molte delle tracce storiche del genere, e non solo di quel genere, il nostro vanta un curriculum a dir poco invidiabile: membro fondatore dei canadesi Front Line Assembly, insieme a Bill Leeb e Michael Balch, e di vari progetti paralleli correlati, mente dietro a Will e Conjure One, produttore che ha lavorato con Fear Factory, Econoline Crush, Josh Groban, Serena Ryder.

Come detto in apertura, Fulber non è rimasto fermo sugli allori delle glorie passate, e in tempi recenti ha attivato una carriera solista all'insegna di un suono che riprende quanto fatto durante la sua carriera e lo adatta ai club oscuri odierni, con un occhio di riguardo verso quello che ormai succede da anni nella scena berlinese.
Partito per la Sonic Groove di Adam X con l'Ep "Realism", ha proseguito con l'album "Your Dystopia, My Utopia", con il lavoro collaborativo con Blush Response "Corruption Of Form" e il secondo album "Ostalgia". Rieccolo quindi con "Diaspora", Ep a quattro tracce che vede una partecipazione di Sara Taylor degli Youth Code e una rilettura aggiornata del classico dei Front Line Assembly, "Digital Tension Dementia", qui reso semplicemente "Digital Tension".

"Slip It In" è la cover di un brano dei Black Flag, oscura e dal passo marciante, sulla quale bassline robotiche e loop vocali in levare acquistano spazio, creando un crescendo carico di tensione. Viene richiamato lo stile minimale e dalle inflessioni moderne, specie nella scelta dei synth, già presente nell'ultimo album della già diverse volte citata band canadese, arricchito però qui dalla voce hardcore e aspra della cantante americana ospite.
"Digital Tension" porta la traccia nella dimensione di una dark-techno ossessiva e dal basso pulsante, traducendo il tutto in chiave spezzata e reinterpretando il motivo originale con abilità, senza renderlo irriconoscibile, ma allo stesso tempo dandogli nuova vita.

Sono presenti anche altri due pezzi. "Signal Flare" è forse l'episodio più "canonico" di tutto l'Ep, una traccia techno/Ebm quadrata e pulsante, ma non priva degli accorgimenti e atmosfere cari al nostro. Kick distorti e ritmiche marcianti ci accompagnano in corridoi oscuri dove luci al neon improvvise guidano il nostro passo in un'atmosfera acida da dancefloor alternativo.
"Holy Trinitite" va a chiamare in causa ombre gotico-elettroniche risalenti ai tempi dei Will, innestandole su architetture fatte di bassi pulsanti e rituali cibernetici. Il risultato è un episodio strisciante e dal gusto cinematico, tra effetti improvvisi e micro-strutture parenti di certa Idm. Un retro-futurismo sonoro che ci delizia con improvvise tastiere e orchestrazioni epiche.

Un Ep che non modifica il discorso musicale del produttore canadese, ma mantiene l'eleganza e l'ottimo sound design che caratterizzano la sua produzione. Un'esperienza pluridecennale, e non solo in ambiti necessariamente underground, si traduce in una capacità nel bilanciare suoni, strutture, livelli di mixaggio quasi unica nel genere affrontato. Un prodotto di alta qualità, che ancora una volta esplora vari mood e anime legate al clubbing techno-industrial e che qualsiasi rivethead moderno non può non aggiungere alla sua discografia.

(06/03/2020)

  • Tracklist
  1. Slip It In (feat. Sara Taylor)
  2. Signal Flare
  3. Holy Trinitite
  4. Digital Tension
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