Antonio Aiazzi & Gianni Maroccolo

Mephisto Ballad

2021 (Contempo) | avant-rock, dark

Il mito di Faust, dell'uomo che vende la propria anima al diavolo non per avidità o ricchezza ma solo per il sapere e la conoscenza, ha influenzato un'enorme quantità di opere cinematografiche, musicali e letterarie. Dalla musica classica sino alla band cardine del kraut-rock, Faust è un mito che rappresenta una metafora assoluta e affascinante della condizione umana che ambisce ardentemente la verità senza poterla mai raggiungere. Gianni Maroccolo e Antonio Aiazzi, storici ex-membri dei Litfiba - con la collaborazione di Giancarlo Cauteruccio alla voce - rivedono a modo loro la leggenda faustiana con il concept-album "Mephisto Ballad", che si divide tra sonorità d'avanguardia, elettronica industrial, piano classico e spoken word.

L'ambizione del progetto è subito percepibile nel primo brano di sedici minuti. "EFS quarantaquattro" sarebbe una rielaborazione di un vecchissimo e misconosciuto brano strumentale dei Litfiba, tratto dal primo Ep omonimo del 1982. In effetti, questa rielaborazione è talmente differente dall'originale da meritare uno status autonomo e probabilmente avrebbe anche meritato un titolo diverso. Un pianoforte fa da sfondo a tutti i sedici minuti, note basse accompagnano una melodia rallentata su cui inserisce una rivisitazione libera del testo di Goethe, prima dell'ingresso imperioso del basso di Maroccolo che rispolvera l'anima avant-rock del duo. Certamente un pezzo ambizioso, dove tutti gli elementi sono ben equilibrati: si candida a essere uno dei brani italiani più significativi dell'anno.

Ci si avvicina a sonorità dark-industrial con "Streben", tra muri di chitarre, momenti avantgarde, elettronica tribale e le parole finali di Satana/Mephisto contro Faust. Le restanti tracce sono più brevi, ma tutte interessanti. Dal pianoforte tipicamente eniano di "Das Ende" (abbastanza simile a "Sparrowfall" dell'album "Music For Films") all'avanguardia dark di "Die Laster" sino alla ballata melodica di "Mephisto Ballad" e al finale ambient con momenti persino psichedelici di "Doppelgänger", tutto ha un ruolo per coprire ogni singolo tassello del concept.

Piccola divagazione conclusiva che riguarda quello che avrebbero potuto essere i Litfiba e che invece non sono stati. Chissà se dall'abbandono di Maroccolo dopo una perla live della musica italiana ("Pirata" del 1989), Pelù avesse scelto strade differenti cosa sarebbe successo. Chissà se Pelù, ascoltando "Mephisto Ballad", non senta il rimpianto di non aver sfruttato al massimo le sue potenzialità negli ultimi trent'anni della sua carriera. Ma, come è noto, la storia non si fa con i se.

(18/11/2021)

  • Tracklist
  1. EFS Quarantaquattro
  2. Streben
  3. Det sjunde inseglet
  4. Das Ende
  5. Die Ballade von Mephisto
  6. Die Laster
  7. Mephisto Ballad
  8. Doppelgänger


Gianni Maroccolo su OndaRock
Recensioni

GIANNI MAROCCOLO

Alone, Vol. 4

(2020 - Contempo)
Quarto e ultimo capitolo del "disco perpetuo", con Edda, Umberto Maria Giardini, Giorgio Canali ..

GIANNI MAROCCOLO

Alone, Vol. 1

(2018 - Contempo)
Il primo volume del "progetto perpetuo" inaugurato dal celebre bassista, ospiti Edda e Iosonouncane ..

Antonio Aiazzi & Gianni Maroccolo on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.