Jason Sharp

The Turning Center Of A Still World

2021 (Constellation) | avant-jazz, elettroacustica

Il battito cardiaco, il pulsare meccanico dell’organo che dona la vita.
Per Jason Sharp il cuore è sempre stato lo strumento principale al quale affidare la genesi delle proprie composizioni, al punto da registrare ogni album indossando un cardiofrequenzimetro personalizzato che invia un segnale a una serie di sintetizzatori modulari, i quali creano un circuito ritmico/organico fluttuante che si interseca con il respiro del suono del sax e la fisicità del moog-bass, donando alla musica un ethos elettroacustico frutto di una simbiosi creativa tra uomo e macchina che non ha eguali.

Anche il terzo progetto realizzato per la Constellation conferma la scelta creativa del sassofonista canadese, solo che questa volta Sharp rinuncia ad apporti esterni (il violinista Joshua Zubot e il chitarrista di pedal steel Joe Grass nell’album targato 2016 “A Boat Upon Its Blood” o l’artista del suono Adam Basanta che con strumenti elettronici, Midi e sistemi di feedback spostò l’asse di “Stand Above The Streams” del 2018 verso distopie e noise) certificando “The Turning Center Of A Still World” come il primo vero album da solista.

Melodie dai tratti organici e armonie increspate e mutevoli fanno opera di ricontestualizzazione della sintesi bio-tecnologica di Sharp, questa volta particolarmente attratto dall’interazione tra musica e immagine. Già presentate nei due video che hanno anticipato la pubblicazione dell’album, le creazioni video di Guillaume Vallée rappresentano una delle forme di avantgarde cinematografica più rinomate della scena di Montreal, immagini in Super8 ridipinte a mano e modificate chimicamente, alle quali è affidato il supporto visivo delle future esibizioni live di Sharp, secondo una tecnica che è ormai di casa per gli artisti della Constellation.
Dal punto di vista delle composizioni, l’interazione strumento-corpo è ancor più profonda e inquieta che in passato, la musica scorre graffiando lievemente l’elegante superficie sonora che a tratti ricorda le pagine più evanescenti di Colin Stetson (“Unwinding Surrender”), anche se la visceralità emotiva spesso si apre a spazi lirici che rimandano a Vangelis (“Velocity Of Being”) e Tim Hecker (“Blossoming Rest”).

“The Turning Center Of A Still World” è l’album più introspettivo e intimo di Jason Sharp, anche il passo greve di “Humility Of Pain” è infatti scalfito da graffi di sax e cadenze ritmiche flebili, che confermano l’estrema vulnerabilità e mutabilità delle performance.
Il senso di meraviglia che inonda le futuristiche digressioni di synth di “Everything Is Waiting For You” e l’avvicendarsi ora morbido, ora incalzante di loop e accenni di sax di “Upwelling Hope” sono autentiche eruzioni di suoni magmatici e roventi, di fronte ai quali è difficile restare inerti, due episodi che conferiscono al nuovo album di Sharp una maturità espressiva che va di pari passo con la crescita umana e spirituale di un artista che non ha avuto timore nel mettere al centro delle proprie creazioni il cuore, sia in senso intellettuale che strettamente fisico.
Produce Radwan Ghazi Moumneh (Jerusalem in My Heart)

(16/10/2021)

  • Tracklist
  1. Intro
  2. Unwinding Surrender
  3. Velocity Of Being
  4. Blossoming Rest
  5. Upwelling Hope
  6. Humility Of Pain
  7. Everything Is Waiting For You
  8. Outro




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