Lost Girls

Menneskekollektivet

2021 (Smalltown Supersound) | elettronica, art-pop

“Menneskekollektivet” è l'album di debutto del sodalizio Lost Girls, duo composto dalla cantautrice norvegese Jenny Hval e dal polistrumentista Håvard Volden, a seguito di più di un decennio d’assidua collaborazione artistica già sfociata nel 2012 nell'interessante "Nude On Sand", seguita poi dall’embrionale Ep “Feeling” (2018).
Il progetto conserva tutti gli elementi avant-pop già mostrati nelle precedenti e interessanti fatiche soliste della Hval. Allo stesso tempo punta a esplorare territori più sperimentali come l'ambient, la trance e lo spoken word, efficaci nell’aggiungere interessanti asperità alle melliflue armonie che strizzano rispettosamente l’occhio ai lavori del compianto compositore statunitense Robert Ashley.

I dodici minuti della title track sono forgiati da sintetizzatori ambient accompagnati da un testo recitato. Il brano possiede caratteristiche sinfoniche e orchestrali che in seguito si trasformano in ritmi più densi, volti a convertire la voce della Hval in canto melodico, mutando i connotati della traccia in un eccentrico e ben interconnesso art-pop abitato da suoni spaziali, vibrazioni dance e inserti house.
Con pulsazioni elettroniche e pop si palesa l’oscura "Losing Something”, una poesia recitata dalla Hval e creata da un software informatico (Racter) negli anni 80. I synth dissonanti sono giustapposti a vocalità cangianti, con fiorenti fragranze glam e chamber-pop atte a variare continuamente lo spettro emotivo, da bui anfratti ad aperture grintose e luminescenti.

"Carried By Invisible Bodies" s’instaura su eleganti onde sintetiche incastrate in un habitat filiforme che si altera successivamente in un'atmosfera opposta, quasi da dancehall. La voce della Hval è sostenuta dall’evoluzione armonica, evolvendo nello spoken word come già accaduto in apertura. L’effetto è invitante, creando una sorta d’intimità tra Hval, Volden e l’ascoltatore.
Le cadenze sommesse con le quali esordisce "Love, Lovers" guidano voci minimali e suoni di campanelli impegnati ad aggiungere qualità meditative e spirituali all’esplorazione di una vasta gamma di suggestioni, mentre “Real Life”, con la sua entrata clubbing e le note di chitarra piuttosto scevre di Volden, si combina abilmente in segmenti trip-hop costruiti su elettronica e recitazione.

Le appendici sperimentali consentono al progetto di esibire innumerevoli sfaccettature: elettroniche e pop in alcuni punti, ambient e addirittura sinfoniche in altri, talvolta miscelate in contemporanea.
“Menneskekollektivet” conduce in un viaggio trascendente; il risultato di questa curiosità musicale è imperniato sulla profonda conoscenza che i due artisti norvegesi hanno dei reciproci punti di forza e di debolezza. I passaggi strumentali di Volden sono spesso al centro della scena, prima che la voce di Hval sia lanciata in primo piano, slegandosi piacevolmente da preoccupazioni creative costrittive e conservatrici.

(06/04/2021)

  • Tracklist
  1. Menneskekollektivet
  2. Losing Something
  3. Carried By Invisible Bodies
  4. Love, Lovers
  5. Real Life


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