Rachele Bastreghi

Psychodonna

2021 (Atlantic/Warner) | synth-pop, songwriter

Istantanee colte durante momenti di riflessione, fotogrammi che ritraggono una casalinga quotidianità, inizia così “Poi mi tiro su”, traccia dal coinvolgente crescendo che inaugura “Psychodonna”, il primo vero disco solista di Rachele Bastreghi. Giunge a cinque anni da “Marie”, la sua prima, in parte ancora acerba, esperienza extra-Baustelle, e giusto a un anno da “Forever”, l’esordio a proprio nome del socio in affari Francesco Bianconi. Il paragone fra i due lavori scatta naturale, e chi sarà a prevalere non è affatto scontato, anzi, dopo averli ascoltati entrambi, possiamo affermare che “Psychodonna” possiede la forza per modificare in maniera sostanziale la percezione che in molti hanno circa il reale ruolo di Rachele all’interno del processo compositivo della band di Montepulciano.

Pur se celata dietro il ben noto mix di malinconia e timidezza, la Bastreghi si conferma sensuale e trasgressiva, uscendo benissimo dal difficile confronto, dimostrando a chi finora l’ha seguita in maniera distratta di essere molto più della belloccia col faccino imbronciato dei Baustelle, molto più di un'eccellente gregaria, molto più della riconoscibile voce femminile del gruppo, molto più della brava musicista che ogni volta dimostra di essere. L’impronta di questo disco lascia trasparire una determinante influenza nell’architettura della band madre: è Rachele l’anima giocosa, ritmata, folle, mentre il pur riuscito “Forever” ha confermato l’atteggiamento più introspettivo e ridondante di Bianconi.

Rachele invece ci prende per mano e ci conduce dentro una discoteca colorata, dove a vincere sono i temi della diversità, della libertà di espressione, dell’inclusione, del bisogno d’amore. Il baustellismo killer lo troviamo, e forte, in brani come “Lei” e, ancor più, nel caldissimo abbraccio di “Come Harry Stanton”, ma a contraddistinguere l’intera opera provvedono soprattutto gli inserti di possente elettronica strategicamente posizionati per generare piccoli colpi di scena all’interno delle singole canzoni. Brani che esprimono non soltanto un brillante synth-pop (è il caso di “Penelope”) ma persino un discorso di ricerca, che arriva sino ai limiti dell’avanguardismo in episodi come la retro-futuristica “Not For Me”.

C’è anche una cover d’autore, “Fatelo con me”, episodio elaborato da Ivano Fossati nel 1978 per la Anna Oxa punk degli esordi. L’attrice Silvia Calderoni è l’ospite in “Penelope”, Meg e Chiara Mastroianni in “Due ragazze a Roma”, in più i collage di voci femminili assemblati nella title track e nell’intro della conclusiva “Resistenze”.
Ci sono tante donne, in “Psychodonna”, e a loro Rachele assegna tutte le parti cantate. Poi ci sono anche molti amici uomini, ai quali spetta il compito di dare un contributo suonando: Roberto Dell’Era, Colapesce, Fabio Rondanini e Marco Carusino, un gran bel parterre, più Mario Conte in cabina di regia, ad arrangiare e produrre il tutto.

(09/05/2021)

  • Tracklist
  1. Poi mi tiro su
  2. Lei
  3. Not For Me
  4. Come Harry Stanton
  5. Penelope
  6. Due ragazze a Roma
  7. Psychodonna
  8. Fatelo con me
  9. Resistenze


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