Alessandro Fiori

Mi sono perso nel bosco

2022 (42 Records) | songwriter

"Mi sono perso nel bosco" è probabilmente il miglior disco pubblicato da Alessandro Fiori nel corso della sua carriera solista post-Mariposa.
Il poliedrico artista aretino conserva intatta la sua raffinata creatività, una cifra stilistica che ha da sempre contraddistinto quell'aplomb da chansonnier classico screziato da fragranze psichedeliche, tanto da spingere molti a catalogarlo, più o meno correttamente, come un Tenco che strizza l'occhio a Wayne Coyne o come un Gino Paoli che si allacci alle infinite immaginazioni di Robert Wyatt.
Il nuovo lavoro, se raffrontato per affinità con il disco d'esordio "Attento a me stesso", appare strutturato con maggiore omogeneità e maturità, riducendo al minimo i momenti che in passato apparivano slegati dal nocciolo del contesto.
La colta penna di Fiori non accenna debolezze e si scioglie nel dirimere nodi che toccano l'amore adulto, non quello frenetico e dirompente della verde età, ma quello più cavilloso e quindi più complesso.

La produzione, affidata ad apprezzabili figure quali Giovanni Ferrario e Alessandro Stefana, e la partecipazione di Enrico Gabrielli (Calibro 35), a lungo suo compagno di viaggio nei Mariposa, vanno a completare una nutrita sequela di insigni collaborazioni: da Dario Brunori che lo affianca nella poetica sull'amore quotidiano ("Io e te"), al duetto con Levante di "Fermo accanto a te", schietto dialogo tra due ex che provano a scovare appigli per un eventuale riavvicinamento.
Il sax di Gabrielli e i cori di Colapesce impreziosiscono "Amami meglio", eccentrico prospetto dedicato ai ricordi d'infanzia, tra lupi, funghi, distributori di carburante e casette di compensato, bizzarre figure che si ritrovano anche nell'atmosfera melliflua della title track, guidata dalle note di pianoforte che vanno a confondersi con colorati slanci psych, tra paura ed emozioni confusionarie spazzate via da una salvifica presenza.

Uno dei pochi brani scaturiti lontano dal pianoforte è "Buonanotte amore", plasmato su un vecchio harmonium Farfisa utilizzato per descrivere le caratteristiche di un sentimento conclusosi con dignità, mentre lo psych-pop de "L'appuntamento" argomenta la dolorosa assimilazione di un lutto.
Tra i momenti migliori si segnalano il girotondo folcloristico di "Stella cadente", una simbolica finezza zeppa di intrecci armonici, la ballata esistenziale "Una sera", per pianoforte chitarra e violino, e soprattutto "Troppo silenzio", ispirato alle opere del drammaturgo spagnolo Pedro Calderón de la Barca, nelle strofe introduttive recitata nel familiare dialetto sorsese. Il refrain è cantato insieme a Dente, mentre Iosonouncane tratteggia, da par suo, un tumulto di sintetizzatori che tocca ambiti quasi espressionistici.

Alessandro Fiori ci guida ancora una volta nei meandri del cantautorato più elegante e istrionico. Le ambientazioni musicali e concettuali del suo mondo, che siano concrete o astratte, materiali o emotive, esplorano sensazioni che sanno soffrire e desiderare, impulsi che il cantautore toscano è perfettamente in grado di instillare all'astante, perché, proprio come lui sostiene, tutto questo pensiero non è altro che una manovra per fuggire dall'oblio e se è vero che ognuno ha un proprio destino, è doveroso che vengano utilizzati al meglio tutti gli strumenti a propria disposizione, a prescindere dall'esito che poi sarà.

(08/05/2022)

  • Tracklist
  1. Mi sono perso nel bosco
  2. Io e te
  3. Amami meglio
  4. Buonanotte amore
  5. Stella cadente
  6. Fermo accanto a te
  7. Una sera
  8. Pigi pigi
  9. Per il tuo compleanno
  10. L'appuntamento
  11. Estate
  12. Troppo silenzio
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