Artisti Vari - Ciao! 2021

2022 (Gazgolder)
synth-pop, synthwave
E pensare che Giovanni Urganti l'ha pure invocato. "Ci vediamo a Sanremo!", ha enunciato nel suo italiano improbabile al termine di Ciao 2021; ma se il suo augurio è stato criminalmente ignorato da Amadeus, al contrario la risposta del pubblico russo e di quello italiano alla trasmissione da lui condotta è stata calorosa, trainata dal successo della prima demenziale edizione.
Ancora una volta il celebre conduttore televisivo Ivan Urgant e i suoi collaboratori allestiscono uno spettacolo interamente parlato e cantato in un italiano comicamente incerto, al contempo omaggio e parodia di trasmissioni televisive nostrane degli anni 80, alternando a ritmo furibondo canzoni nazionali rivisitate in chiave synthwave e gag per lo più rivolte al pubblico russo. In questa sede, trattandosi di una recensione e non di uno speciale di approfondimento, non ci sarà un'analisi dettagliata delle battute e degli sketch; visto il successo riscosso dalla trasmissione anche presso il pubblico nerd in Italia, non sarà difficile, per chi lo volesse, scovare analisi che spieghino i riferimenti al folklore e alla cultura sovietica e russa.

È impossibile tuttavia non menzionarne almeno uno: la prima canzone che si può ascoltare nello show, cantata da Urgant in persona, è infatti il frutto di una spassosa rielaborazione. Si tratta di un adattamento della colonna sonora di un famosissimo film sovietico, "Čarodei", le cui vicende sono ambientate nella leggendaria città di Kitež, simbolico luogo caro al folklore russo. In una scena conosciuta da quasi chiunque in Russia, una bambina (Larísa Dólina) intona una canzone che sia di buon auspicio per l'arrivo del Capodanno, la cui importanza in Russia è equivalente a quella del nostro Natale. Attraverso un richiamo di simboli d'impatto, mentre su pellicola scorrono le immagini di tre cavalli bianchi che trainano la slitta dove si trova la bambina, il testo racconta della venuta di Ottobre, Novembre e Dicembre, i "tre cavalli" che conducono all'atmosfera magica e festiva del Capodanno. Con una trovata stilistica a dir poco esilarante, il buffo maestro di cerimonie Giovanni Urganti annuncia la venuta dell'anno nuovo, trainato da tre singolari "cavalli bianchi": "Musica, ritmo e stile"! La trascinante base italo-disco rimanda molto da vicino a classici del genere come "Robot Is Systematic".

"In un momento" è il remix di un grosso successo russo del 2021, "Ya v momente" di Dzharakhov (per l'occasione ribattezzato Dario Giaracci) e MARKUL, rapper assente dal rifacimento, nonostante possa vantare più canzoni di successo in patria rispetto al suo sodale. L'assenza di quest'ultimo invero non inficia troppo il risultato, dal momento che linea melodica e musicale sono ad opera del primo. Se l'originale riesce a far suonare la base ritmica trap nel modo più delicato possibile, grazie al minimalismo degli arrangiamenti (un piano sintetico dal suono chiuso e gentili carezze sulla chitarra acustica), il rifacimento fa esplodere tutte le migliori qualità della canzone (la brillantezza della melodia, l'interpretazione vocale, i vocalizzi dal vago sapore morriconiano), fornendole anche più dinamica e finezze nell'arrangiamento.

Interessante prospetto emerso dallo show è il giovanissimo Vanya Dmitrienko (classe 2005), co-autore di "Venera-Jupiter", ballata acustica scandita da beat trap rap uscita lo scorso anno. Le raffinate soluzioni armoniche già presenti nell'originale trovano nella rilettura di Giovanni Demetrio (questo lo pseudonimo italiano assegnato al cantante) una veste sonora ancora più azzeccata, mostrando involontariamente la via a molto cantautorato indie italiano, spesso incapace di elaborare una sintesi proficua tra songwriting chitarristico, pop sintetico, e immediatezza melodica.

Tra le migliori esibizioni possiamo annoverare quella dei "BIONDA MORTA", spassosa e letterale traduzione di "DEAD BLONDE", progetto dance-pop dai toni trance, electro, quando non proprio hardbass guidato dalla cantautrice Arina Bulanova, spesso aiutata da GSDP, moniker per il produttore David Deymur. La canzone presentata a Ciao! 2021, "Mal'čik na devjatke" ("Il ragazzo con la giardinetta" nell'italianizzazione), è anche quella ad aver conosciuto le maggiori fortune in termini di riscontri di pubblico tra i numeri del loro repertorio. Il remix ad opera dello stesso GSDP non dev'essere stato troppo complicato, dal momento che già l'originale è un vorticoso uptempo che spinge su sintetizzatori anni 80 con suoni a cavallo tra hi-nrg ed electroclash. Il testo parla dell'amore impossibile di un adolescente verso una ragazza invaghitasi di un teppista più grande e più "uomo" di lui, in una sorta di satira-fascinazione verso un certo tipo di virilità tossica e vandalica.

Se "Ciao! 2020" pescava principalmente da hit dell'anno appena trascorso, questa edizione fa un più largo utilizzo di successi di classici pop russi del passato.
Tra gli evergreen presentati in nuova veste, degni di nota sono in particolare il rifacimento di "Margarita", tra i cavalli di battaglia di Valery Leontief, vecchia gloria del pop-rock russo, e "Ot Volgi do Eniseja" dello storico gruppo folk-rock Lyube.
La prima fu composta da Yuri Chernasvsky, importante musicista e autore a cavallo tra il crepuscolo dell'Unione Sovietica e la nascita della Russia, e divenne inno nell'interpretazione di Leontief. Personaggio dall'estetica spregiudicata e sessualmente ambigua, quest'ultimo fu un'icona importante per la liberazione dei costumi sessuali di un popolo appena uscito da un regime estremamente oppressivo verso le libertà individuali.

Introdotti da un video deep fake che ritrae Vladimir Putin definirli "il mio gruppo preferito" (rigorosamente in italiano, ça va sans dire), i Lyube sono il risultato del sodalizio pluritrentennale tra il compositore e fondatore Igor Matvienko e il cantante Nikolay Rastorguyev. Il primo, in particolare, lavorava per la SPM Records, l'etichetta di Stato in Unione Sovietica: un certo grado di patriottismo e collusione con lo status quo statale è sempre stato presente nella proposta della band, tant'è vero che ad oggi lo stesso Matvienko fa parte dello staff di Putin.
La scelta tra le numerose canzoni del loro repertorio è caduta su "Ot Volgi do Eniseja" ("Dal Volga allo Yenisei"), brillante e mutevole folk-rock proveniente dal loro disco "Rasseja", pubblicato nel 2005. Nel brano si traccia un bucolico omaggio alla patria, mentre nell'adattamento i riferimenti geografici russi vengono sostituiti con quelli dello Stivale (operazione evidente sin dal titolo, "Dall'Etna alle Dolomiti"). Particolarmente suggestiva l'alternanza, apprezzabile solo nella versione album, tra italo-disco e la coda corale per voce, fisarmonica e mandolino.

Sorprende ancora una volta la continuità stilistica messa in campo dai musicisti coinvolti, siano essi i produttori originali delle canzoni o i collaboratori del programma di Ivan Urgant, in particolare Oleg Belov, tastierista della band Frukty, di supporto al programma. Si prendano per esempio tre hit russe pubblicate tra fine 2020 e 2021, "Solnce Monako" (letteralmente "Il Sole di Monaco", prontamente ricalibrata in "Sole a Milano" per unità tematica con la trasmissione), cantata da Lusia Chebotina (il cui alter-ego italico, Lucia Ciabatta, è senz'altro uno dei più spassosi tra i presenti), "Federiko Fellini", interpretata da Mavik e Galibri, e "Jagoda malinka" di Xabib. La prima è un teen-pop piuttosto elementare, a cui tuttavia l'arrangiamento dona stratificazione ed eleganza, le altre due godono invece della fortunata scelta di essere state unite in un trascinante medley di synthwave danzereccia e tesa, che esalta le simili caratteristiche armoniche di entrambi i pezzi.

A parere di chi scrive, le due migliori canzoni presentate in "Ciao! 2021" sono "Bruci come incendio" (pronunciato "incendìo", nel maldestro ma divertente adattamento) del ventiduenne Vincenzo Marlini (pseudonimo di Slawa Marlow) e "Sanremo" di Vasco Vaculecci e Gaga Rini (rispettivamente Basta e Polina Gagarina).
La prima prende le mosse da "Ty Goriš' Kak Ogon'", a lungo in vetta alle classifiche russe lo scorso anno, già di per sé un ottimo esempio di trap oscuro, drammatico, dai sentori reggae, che involontariamente ricorda nell'arrangiamento e nella melodia "Tu t’è scurdat' e me" del nostro Liberato. Il rifacimento anni 80 se possibile fa ancora meglio, riuscendo a fondere spleen à-la Bryan Ferry epoca "Boys And Girls" con il synth-pop dei Depeche Mode e una vocalità viscerale, una sorta di Blanco con meno eccesso melodrammatico.
La seconda è invece quella che ha subito gli stravolgimenti più radicali, a cominciare dal titolo: il salto d'assonanze da "Sansara" a "Sanremo" è indicativo della geniale goliardia messa in campo dagli autori. Musicalmente, da una ballad in chiave minore per chitarra acustica, voce, e misurati interventi di percussioni e chitarra elettrica, si passa a un synth-funk rallentato, a un passo dalla vaporwave, con un utilizzo di accordi in maggiore settima tipico del pop anni 80 più sofisticato e soulful. Proprio per adeguarsi al nuovo contesto sonoro, scintillante e finemente patinato, all'autore Basta viene affiancata la popstar Polina Gagarina, autentico idolo delle folle e icona di bellezza in Russia.

Infine, il testo mantiene, seppur in chiave scanzonata e divertente, le tematiche struggenti della canzone originale, pubblicata nell'agosto 2017: prendendo spunto dal ciclo di morte e rinascita predicato dal Buddhismo, "Sansara" descriveva con trasporto l'emozione di tramandare sé stessi, la propria vita, valori e insegnamenti, nell'operato dei propri figli, o delle nuove generazioni in generale. Allo stesso, modo, "Sanremo" evoca la continuità artistica che si rigenera di anno in anno nel Festival, anche a fronte di mancanze o scomparse ("Quando non ci saremo/ Il festival di Sanremo/ Continuerà/ E il successo resterà").
Un tributo fin troppo profondo dal punto di vista intellettuale, vista la vacua superficialità di cui troppo spesso si imbeve la kermesse ligure.

Tracklist

  1. Musica, ritmo e stile - Giovanni Urganti & Tutti Frutti (Ivan Urgant & Frukty)
  2. Sole a Milano - Lucia Ciabatta (Lusya Chebotina)
  3. Il ragazzo con la giardinetta - BIONDA MORTA (DEAD BLONDE)
  4. In un momento - Dario Giaracci (Dzharakhov)
  5. Venere-Urano - Giovanni Demetrio (Vanya Dmitrienko)
  6. L'Inverno nel cuore - La mia Michela & Eva Pollini (Moya Mischel & Eva Polna)
  7. Uomo Italiano - Manigi (Manizha)
  8. Bruci come incendio - Vincenzo Marlini (Slava Marlow)
  9. Caro amico - La Boda (Loboda)
  10. Federico Fellini/Bacca di lampone (Galibri e Mavini & Habibi)
  11. Margherita - Valerio Lionci (Valeriy Liontev)
  12. Sanremo - Vasco Vaculecci e Gaga Rina (Basta & Polina Gagarina)
  13. Italia Mia - Amore (Lyube)