Held By Trees

Solace

2022 (Tweed Jacket Music Ltd) | post-rock, experimental

Osservando la copertina di “Solace”, l’album di debutto di Held By Trees, sembra di essere al cospetto di una nuova pubblicazione dei Talk Talk. La grafica ha una sorprendente somiglianza con le magnifiche immagini che hanno corredato tutte le uscite della band capitanata dal compianto Mark Hollis e la spiegazione è molto semplice. Se l'evocativo artwork è opera dell'artista inglese Nicola Stockley, il logo della band è stato realizzato proprio da James Marsh, l’autore di tutte quelle iconiche e straordinarie creazioni che accompagnarono ogni loro uscita discografica. Ma i riferimenti non si fermano solo a questo.

L’aria che sgorga dai quaranta minuti del disco appare una parente molto vicina a quanto gustato in passato in capitoli seminali quali “Spirit Of Eden”, “Laughing Stock”, nonché nell’omonimo album solista che Hollis pubblicò nel 1998, quasi a voler tentare di completare un’improbabile tetralogia.
Nuove conferme si ottengono analizzando l'elenco dei musicisti coinvolti in questo ambizioso progetto, perché molti di essi sono esattamente gli stessi che i Talk Talk invitarono a improvvisare sulla base dei loro asciutti arrangiamenti: il chitarrista Robbie McIntosh, il batterista Martin Ditcham, il bassista Simon Edwards, il pianista Lawrence Pendrous e il fiatista Andy Panayi, per non dimenticare il ruolo di Denis Blackham, responsabile dei vari remasters e l’ingegnere del suono Phill Brown.
La formazione è capitanata da David Joseph, compositore di musica ambient, ed è completata da ulteriori rinomate figure artistiche, quali il sassofonista Mike Smith, il chitarrista David Knopfler, il trombettista Gary Alesbrook, la leggenda del blues Eric Bibb, insomma, tutti professionisti dal curriculum decisamente invidiabile per i quali è pleonastico aggiungere citazioni.

"Solace" si basa su composizioni spontanee e registrazioni in presa diretta, talvolta elaborate su suoni ambientali sui quali gli emeriti partecipanti hanno innescato tutte le loro estrose capacità.
Una descrizione del genere sembrerebbe configurare Held By Trees come un mero plagio dei Talk Talk. In realtà, a livello strumentale, sono anche riconoscibili influenze che conducono al lato progressive dei Pink Floyd o alle pionieristiche contaminazioni disegnate dal pianoforte di Ryuichi Sakamoto, seppure la linea di demarcazione più evidente risulta essere la totale rinuncia alle parti cantate.
Qui non c’è spazio per i celebri momenti di silenzio, lassi temporali che per Hollis dovevano suonare anche se non saturati da qualcosa. Non si scova quella deliberata riduzione all'essenziale costruita sull'omissione di note reputate superflue. I musicisti hanno spazio per il loro sviluppo, come se non esistessero direttive dall’alto.
Se episodi come “In The Trees” e “Mysterium”, riportano verosimilmente alle sonorità post-rock del passato, in “The New Earth”, il sinuoso rapporto tra pianoforte e chitarra è completato dalle note di un sassofono, molto più di quanto Hollis avrebbe mai concepito in quel periodo.

Grazie all’inusitata caratura degli artisti scritturati, in “Solace” si respira una colta atmosfera sulla quale si edificano composizioni da gustare tutte d’un fiato e sulle quali aleggia l’imperitura figura dell’indimenticato leader dei Talk Talk, impegnata a dirigere un vero e proprio parterre de rois.

(13/05/2022)

  • Tracklist
  1. Next To Silence
  2. In The Trees
  3. Rain After Sun
  4. Wave Upon Wave
  5. An Approach
  6. The Tree Of Life
  7. Mysterium
  8. The New Earth




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