La Grazia Obliqua

Canzoni d'amore e morte e altri eventi accidentali

2022 (Black Fading) | art-wave, darkwave, gothic-rock

Considerati gli autentici fondatori dell'attuale corrente art-wave del Belpaese, La Grazia Obliqua tornano sulle scene con il secondo capitolo del loro ambizioso progetto autodefinito "Trilogia delle canzoni".
Dopo l'ottimo esordio datato 2019 "Canzoni per tramonti e albe - Al crepuscolo dell'occidente", seguito dall'Ep "Oltre" dell'ottobre 2021, ecco giungere l'atteso secondo album "Canzoni d'amore e morte e altri eventi accidentali", un lavoro che illustra con mestizia l'attuale caotica situazione esistenziale intrisa di paure e insicurezze, ma che tenta di reperire appigli di speranza che, come in ogni ciclo storico, si sono sempre ripresentati dopo fasi di profonda incertezza.

La miscela composta dal cantato di Alessandro Bellotta (chitarra acustica e voce, spesso in spoken word) e quello di Alessandra "Trinity" Bersiani (voce, synth, tastiere, percussioni e flauto) è affiancata dall'alternanza di episodi esposti in italiano e altri in lingua inglese che accrescono un pathos alimentato da versi d'impatto lasciati vagare in tenebrose dimore, dove la darkwave e il gothic-rock più catramoso sembrano avvitarsi con desiderio e prepotenza.
La struttura armonica è sorretta da una base ritmica possente, disegnata da Massimo Bandiera (basso) e Valerio Michetti (batteria), dove il contributo di Cristiano Santini (chitarre, synth e mixing) - carismatica voce di Disciplinatha e Dish-Is-Nein - si rivela decisivo per omogeneizzare tanta ampiezza espressiva.

La subdola opener "Antro/The Meeting Room" è introdotta da cori, flauto e note di chitarra acustica che sembrano azionarsi con fare indulgente, ma è un'effimera sensazione, prima che la più incendiaria darkwave prenda possesso del brano. Una situazione che assume connotati ancor più estremi in "L'ultimo sipario", dove le bocche infuocate vanno via via ad alimentarsi di profili quasi prog-metal, anche grazie alle distruttive stilettate della chitarra comandata da Dan "Chewy" Mongrain dei Voivod, una delle numerose e importanti ospitate in scaletta, come quella di Kota dei Christian Death che declama in giapponese uno spicchio delle asprezze avanguardistiche di "Mishima", episodio dedicato proprio alla enunciazione di alcuni versi tratti dalle opere del seminale scrittore e regista nipponico.

Tra i passaggi migliori in scaletta, un posto di riguardo è riservato agli oscuri scenari che ordinano "L'eterno era notte", un'ossessiva e violenta illustrazione di un mondo distopico alimentato da distruzione e miseria: una visuale terrificante.
S'intravvedono ombre più levigate in "Landscapes (reanimated)" e soprattutto nella rivisitazione in italiano di "Fall Apart", il capolavoro dei Death In June - brano selezionato non a caso - nel quale LGO ha il pregio di conservare intatta la tipica intensità della versione originale.
L'inconfondibile voce di Andrea Chimenti recita da par suo i sinistri sfondi che caratterizzano "Prima del diluvio", mentre i suoni di una fisarmonica fungono da perfetta chiave d'accesso alle antiche immagini di "La figlia di Iorio", cupo e autentico adattamento della tragica storia dannunziana di Mila di Codra.

I racconti apocalittici che scorrono nelle vene del quartetto romano conservano in "Canzoni d'amore e morte e altri eventi accidentali" una forma simile a quella già assaporata nel disco d'esordio, prevedendo, in quest'occasione, un rafforzamento delle poetiche a raccolta di strazianti necessità che non sembrano aver raggiunto una ragionevole sistemazione.
Per La Grazia Obliqua non esistono tregue o lampi salvifici, ma farsi avvolgere dalle loro tenebrose concezioni artistiche è un paradosso assolutamente corroborante.

(27/04/2022)

  • Tracklist
  1. Antro/The Meeting Room
  2. L'ultimo sipario
  3. Landscapes (reanimated)
  4. Fall Apart
  5. Prima del diluvio
  6. La figlia di Iorio
  7. L'eterno era notte
  8. Mishima
  9. R/Esistere


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