Dopo un ventennio di alti e bassi, di tentativi di adeguarsi ai tempi e ritorni alle origini, la saga dei Megadeth giunge al suo sedicesimo album. “The Sick, The Dying... And The Dead!” suona sin dal titolo come un ritorno agli anni 80, un po' come già era stato per "Dystopia" che aveva segnato un revival delle sonorità thrash, ma anche un aggiornamento delle tematiche distopiche care a Mustaine. Dopo essersi liberato dell’amico/nemico David Ellefson, la cosa più prevedibile, per il leader, era tornare sulla medesima strada.
“The Sick, The Dying... And The Dead!” è quindi un buon album di thrash metal tecnico e veloce - con più di un rimando ai vecchi capolavori, in primis il solito “Rust In Peace”, vera pietra di paragone con tutta la carriera dei Megadeth - migliore di gran parte dei quelli pubblicati da band con una carriera ormai quarantennale. La qualità più apprezzabile è che ancora oggi la musica di Mustaine è figlia della sua visione giovanile del metal, non essendosi borghesizzata più di tanto (almeno meno di altri) e non essendosi ridotta a mero mestiere.
C’è ancora un’anima nelle canzoni di Mustaine, un'anima da nerd adolescenziale forse, ma pur sempre autentica e coerente. Lo dimostrano la title track, brano speed/thrash nel classico stile Megadeth, il riff mitragliato di “Life In Hell” e “Night Stalker” che in alcuni momenti ricorda i tempi di “Holy Wars”.
Il tema della guerra è sempre presente e il modo di raccontarla è sempre lo stesso, un bombardamento ossessivo molto più simile a un fumetto che a un vera denuncia da cantautore.
Tra riempitivi, alcuni brani di livello (“Sacrifice”) e alcune scelte anomale quasi industrial-metal (“Soldier On!” sembra quasi buona per un album dei Death SS) e addirittura una cover dei Dead Kennedys (“Police Truck”) e di Sammy Hagar (l’hard-rock di “This Planet's On Fire”), l'album si sarebbe potuto chiudere con una promessa di un prossimo ritorno con il consueto riff metal alla velocità della luce ("We'll Be Back”).
Per appassionati del thrash. Se invece cercate qualcosa di nuovo nel metal e nella musica in generale, forse è meglio optare per altri lidi.