Kostnatění è un progetto alquanto misterioso dietro il quale si nasconde un polistrumentista di cui conosciamo soltanto le iniziali (D e L). Questa one-man-band proveniente dal Minnesota, attiva ormai da cinque anni, giunge al suo secondo lavoro dopo una discreta partenza (“Hrůza Zvítězí” risale al 2018) e un buon Ep realizzato alcuni mesi fa (“Oheň Hoří Tam, Kde Padl”), un prodotto alquanto sui generis, capace di mescolare black metal e folklore anatolico.
Non importa, dunque, se a Minneapolis il clima spesso è rigido, perché “Ùpal” prosegue imperterrito lungo un sentiero che guarda esclusivamente all’area orientale del Mediterraneo e alle sue arabeggianti sonorità, una scelta che si va a sommare a un altro aspetto abbastanza curioso della faccenda, quello che riguarda l’utilizzo della lingua ceca per quanto concerne i testi dell’album.
Le premesse per un minestrone senza capo né coda ci sarebbero tutte, invece Kostnatění tira fuori dal cilindro un disco incredibile, un contenitore capace di allargare ulteriormente i confini del black metal non solo in termini di avanguardia. Gli esempi più eclatanti ci arrivano da tre brani in particolare: la strumentale “Opál” (un riff malsano che sembra provenire dalla sabbia del deserto), la successiva “Skrýt Se Před Bohem” (un affondo psichedelico sulle orme degli Oranssi Pazuzu) e infine la conclusiva “Slunce Svázáno S Krvácející Zemí”, un furioso epilogo arricchito da preziosi arrangiamenti sempre più fitti e ingarbugliati.
Ciò che è onnipresente, tra questi grezzi nonché affascinanti trentotto minuti, è quello spettro folk-oriented che non smette mai di stupire, un approccio per nulla stucchevole, capace di muoversi a dovere tra cupe dissonanze e vocals al vetriolo (la doppietta iniziale costituita da “Řemen” e “Hořím Navždy” spazza via quintali di produzioni black ascoltate di recente).
Pur citando alcuni gruppi già passati con successo attraverso questo tipo di esperienze (dagli Absu ai Melechesh, senza dimenticare i sauditi Al-Namrood), Kostnatění rielabora in maniera assolutamente personale tali arcane sensazioni, lasciandole bollire nel calore più asfissiante: l’esatto opposto di ciò che avviene molto più a nord, con il gelido sound di marca scandinava. La morte, questa volta, cavalca tra le dune del vicino Oriente.
08/07/2023