E voi, quanti cani avete ammazzato? Ce ne vuole di coraggio per spiattellare con nonchalance un titolo simile. Ma anche un disco del genere non è roba che spunta sotto gli alberi: facile dare voce al proprio cuore spezzato, un po’ meno immedesimarsi nei panni di chi infligge traumi. Se le pene d’amore vengono intonate/stonate sin dai primordi del blues, la scommessa di Taja Cheek non annovera troppi precedenti: raccontare le occasioni in cui ha fatto soffrire la controparte, tra flemmatica autocritica e ironico compiacimento.
L’artista di Brooklyn scrive con l’inchiostro simpatico degli acclamati album precedenti: un liquido, dilatato, rifulgente psych-soul, con tracce sparse di Erykah Badu e Michael Kiwanuka, chiazzato da aperture jazz-fusion sul filo dell’allucinazione. La novità, semmai, è un approccio decisamente meno astratto e più accessibile, con un inedito spazio concesso alla bellezza delle melodie. Poche volte una musica così morbida e sensuale ha sonorizzato testi tanto complessi, ma c’è un trucco ulteriore: a intervallare i brani provvedono concisi intermezzi a mo’ di jingle, tra il Townshend di “Sell Out” e il Zappa di “We’re Only In It For The Money”, a confermare il carattere unitario del lavoro quanto la sua volontà di non prendersi del tutto sul serio.
L’intelligenza della cantante-polistrumentista si misura anche nella sua visione di gioco stilistica, ideale per assecondare la varietà di umori che la solleticano: anziché adagiarsi sui pur rigogliosi allori black-centrici, non disdegna l’indie-pop riverberato di “Pet Rock” o la psichedelia ipnotica di “5 To 8 Hours A Day”, mentre le code pazzarielle di “Uncertainty Principle” e “Knead Bee” testimoniano una tensione equidistante tra avant-jazz e post-rock. Ciò non toglie che il velluto di “r(EMOTE)” sia pura ambrosia per i timpani, che vorrei la title track come colonna sonora del mio trapasso e che, in un mondo ideale, “New Year’s UnResolution” sarebbe una hit milionaria.
E ora tocca a voi: anziché spezzare cuori e uccidere cani, perché non provate a scrivere canzoni come queste? Credo di avere la risposta: perché non siete Taja Cheek.
Desclaimer: nessun animale è stato maltrattato durante la stesura di questa recensione
19/03/2024