Angelina Mango - Caramé

2025 (LaTarma)
cantautorato, pop, pop-rap

Non sono una star
Nemmeno per sbaglio
Sono matricola a vita
Con la vita da 100 e lode
Non sono trendsetter
Mi piace giocare a tressette
Le sedie dell’Algida rosse
Scappare lontano in un camper

Il ritorno di Angelina Mango è arrivato senza singoli di lancio e anticipazioni. Dopo un provvidenziale allontanamento in seguito a mesi di sovraesposizione mediatica che erano diventati nocivi per la salute, la giovane vincitrice di Sanremo 2024, figlia d’arte ma dotata di un suo talento, torna con “Caramè”. È cambiata, probabilmente perché lo è la sua vita negli ultimi due anni. Fragile, emotiva, in cerca di una piccola e dolce serenità, questa Angelina Mango ha fatto un paio di passi indietro rispetto all’infernale macchina di hit a ciclo continuo del mainstream, pubblicando un album personale, intimo e forse anche un pizzico ingenuo, sicuramente perfettibile ma che è difficile non notare nella sua diversità.

“Caramé (intro)” e “7up”, in continuum, aprono chiarendo subito che sarà una riscoperta: un frammento diaristico dondola tra electropop e ballata pianistica, con rinforzi di archi, per poi adagiarsi su un pop emotivo dominato dai synth e dalla voce, sempre molto espressiva, della titolare.
L’amore, la vita, la giovinezza, la propria fragilità sono al centro di tutto l’album, raccontati nelle loro contraddizioni nelle strofe veloci e piene di quotidianità e sfighe in “Le scarpe slacciate” ma anche nella più raccolta, dolorosa e intima “Ioeio” (feat. Madame), tra acustico e digitale per esplorare la relazione con se stessi nonché la lotta con il mostro dell’anoressia (“Un piatto che avanzo”, “Conto le calorie come i minuti che mancano”).
Da una giovane popstar come lei non è scontato sentire racconti quotidiani con cui è facile empatizzare, come il pop elettronico “La vita va presa a morsi”, o sentire l’urgenza di esprimersi di “Aiaiai” (con la partecipazione di Calcutta e Dardust). Come cantante, Angelina Mango è cresciuta ancora e lo dimostra nella ballata pianistica un po’ telefonata di “Come un bambino”, nella più elettronica “Velo sugli occhi” ma più in generale lungo tutta la scaletta, dove la voce è grande protagonista. C’è sicuramente meno rap, comunque non scomparso, e così rimane più spazio per un canto che sa farsi frenetico e distendersi in lunghi vocalizzi, anche tutto in un brano come in “Ci siamo persi la fine”. La scelta della cantante, evidentemente condivisa dal fratello polistrumentista Filippo e dal produttore Giovanni Pallotti, è di trasmettere l’urgenza espressiva, mettersi a nudo davanti all’ascoltatore.

“Caramè” è un racconto intimo, spesso malinconico, fragile ed emotivo, personale. Dentro Angelina Mango si racconta, senza risparmiare di mostrarsi come ferita e speranzosa, anche ambiziosa. C’è meno Rosalia e più Billie Eilish ma anche Elisa e, perché no, più cantautorato. È anche un album un po’ confuso, che riflette un momento di grande cambiamento: le canzoni sono foto mosse di una giovane cantante che sta rinascendo dopo una crisi. È quasi un (nuovo) esordio, una playlist di un periodo di crisi e rinascita che, lungi dall’essere perfetta, riaccende l’attenzione su un nome che rischiava di essere annullato da un precoce successo.

Tracklist

  1. Caramé (intro)
  2. 7up
  3. Le scarpe slacciate
  4. Pacco fragile
  5. Ioeio feat. Madame
  6. La vita va presa a morsi
  7. Come un bambino
  8. Mylove
  9. Nina canta (intermezzo)
  10. Velo sugli occhi
  11. Ci siamo persi la fine
  12. Tutto all'aria
  13. Bomba a mano
  14. Aiaiai
  15. Igloo
  16. Cosicosicosicosicosì by Henna


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