E’ una seconda giovinezza, quella vissuta dagli Europe negli ultimi anni, certificata da una sequenza di trionfali tour e ora da un solido ritorno discografico dopo ben nove anni di assenza. “Come This Madness” è il loro dodicesimo album, nuovo tassello di un percorso che continua a vedere in “The Final Countdown” il momento di massimo splendore: una popolarità e un successo mai più raggiunto dalla band svedese. Oggi – e questa è senz’altro una buona notizia – Joey Tempest e compagni non mostrano alcuna intenzione di guardare a quella versione degli Europe, proponendo piuttosto una forma di hard-rock che cerca più il sudore che i lustrini o le affermazioni nelle classifiche di vendita.
Dentro “Come This Madness” è possibile rintracciare numerosi riferimenti ai riff dei Black Sabbath (l’incipit di “The Devil’s Back” ne costituisce un eloquente esempio), mentre una traccia come l’energica “Scandinavian Eyes” lascia trasparire un abile intreccio fra Deep Purple e Iron Maiden. Di furbi ganci radiofonici se ne incrociano ben pochi, forse giusto nello sviluppo di “Takin’ It Back”. “One On One” si apre con gli archi per poi lasciar spazio a un suono che ricorda i Muse, con tanto di ritornello da stadium rock. Si susseguono poi in ordine sparso la maestosità di “The Angels Must Have Flown”, la magniloquenza di “Scandinavian Eyes”, la più strutturata title track e l’intermezzo melodrammatico “In The Absence Of Grace”, con gli unici momenti melodici relegati a “This Time Of Year” e alla conclusiva “Nothing Can Follow It”. Ne esce un lavoro convincente e coinvolgente, che non scopre nulla di nuovo, ma che può essere potenzialmente apprezzato sia dalle ragazze che adoravano gli Europe a metà degli anni Ottanta, sia da chi in tempi recenti è rimasto legato agli sviluppi di certi suoni chitarristici che guardano senza troppa nostalgia al passato.
Quella degli Europe targati 2026 è una nuova identità (del resto nel 2003 è avvenuta una reunion che ha sancito l’inizio di una seconda vita artistica) che intende rimuovere qualsiasi malinconia verso i gloriosi trascorsi per guardare con decisione e sicurezza alla contemporaneità del nuovo millennio.
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10/10/2026