JOSEPH ARTHUR - Could We Survive

2008 (Lonely astronaut)
songwriter

“Il mio ideale è l’approccio artistico di Andy Warhol: fare arte e, mentre la gente sta decidendo se gli piace o no, fare ancora altra arte”. Per Joseph Arthur sembra essere diventata una sfida personale: sperimentare fino a dove può condurlo la più assoluta libertà artistica, sia che consista nel creare un’etichetta discografica, sia che significhi aprire una galleria d’arte. Finora, a dire la verità, i risultati non sono stati sempre all’altezza delle attese, almeno dal punto di vista strettamente musicale. Ma Arthur dimostra di essere perfettamente consapevole degli inconvenienti insiti nel percorso che ha intrapreso: “Sono della scuola pensiero di Jack Kerouac, la prima idea è la migliore. Il rischio è che la mancanza di tempo porti alla mediocrità e che a volte qualcosa risulti poco cotto. Ma le cose possono anche finire per essere troppo cotte…”.

Così quest’anno Arthur, lasciatasi alle spalle la scialba escursione garage-rock di “Let’s Just Be”, ha deciso di dare alle stampe in rapida successione ben quattro Ep ed un nuovo album. E la sorpresa è che il primo capitolo di questo ennesimo profluvio creativo riporta Arthur a livelli che almeno dai tempi di “Our Shadows Will Remain” non aveva più raggiunto. “Could We Survive”, l’Ep chiamato ad inaugurare la serie delle nuove uscite, prende le mosse da un folk-pop alla “Nuclear Daydream” per raccontare l’America ai tempi della guerra in Iraq, con una “Rages Of Babylon” che solo il consueto tono metaforico salva dall’abuso di retorica: “Do you notice when we are gone / Through the rages of Babylon?”. Se le aperture melodiche di brani come “Shadows Of Lies” e “Walk Away” suscitano alla memoria le atmosfere di “Redemption’s Son”, l’approccio “ruvido e atmosferico” di “Morning Cup”, come lo definisce Arthur stesso, riporta indietro le lancette dell’orologio addirittura fino ai tempi di un altro cruciale Ep, quel “Vacancy” che nel 1999 aveva aperto la strada al più brillante periodo della carriera del songwriter americano. La speranza è che sia solo l’antipasto di una serie di portate altrettanto sostanziose.

28/04/2008

Tracklist

  1. 1. Rages Of Babylon
  2. 2. Morning Cup
  3. 3. Shadows Of Lies
  4. 4. Could We Survive
  5. 5. Walk Away
  6. 6. King Of The Pavement
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