D’un tratto, dopo lo splendido “A Silent Reign” (un Bvdub in stato di grazia sotto riflettori ambient-dub-techno), la luce s’è spenta. Con “Tribes At The Temple Of Silence” arriva la prima – inaspettata – battuta d’arresto per il ragazzo di Detroit. I droni ambientali, colorati di shoegaze e profumati come fossero fossero usciti dalle chitarre degli Slowdive, per la prima volta lasciano l’amaro in bocca. La proposta, seppur sempre affascinante, mostra qualche scricchiolio, vuoi per reiterazione a volte forzata, vuoi per una visionarietà del suono che qui non prende piede. Uno stop che non pregiudica una carriera finora assolutamente di primo livello.
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01/02/2011
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