El Doom & The Born Electric - El Doom & The Born Electric

2012 (Rune Grammofon)
hard-prog
In sessant'anni di storia del rock se ne sono sentite tante, ma il "progressive da centauri" ancora mancava. Eccolo qua invece: viene dalla solita Norvegia e suona esattamente come ve lo aspettate. King Crimson e Motörhead, riffoni basaltici e voce riverberata: un suono visceralmente passatista, eppure del tutto nuovo e in sintonia con lo spirito alternative di Mars Volta, Mastodon e associati.
O dei connazionali e compagni di etichetta Motorpsycho, autori proprio quest'anno di un maestoso doppio album che li vede accanto al tastierista degli El Doom & The Born Electric (e dei Supersilent, e degli Elephant9) Ståle Storløkken.

Forza trainante dell'intero album è il sano dispiego di potenza di una band che se la spassa a suonare il più "grossa" e cattiva possibile, senza troppo curarsi della solidità delle composizioni. "E' già abbastanza granitico tutto il resto", avran pensato, e non si può dar loro torto: sebbene i brani siano più flussi torrenziali di mazzate che creature dotate di un capo e di una coda, l'effetto è galvanizzante.
L'acceleratore è sempre o quasi sempre pigiato al massimo, e fin dall'iniziale "Fire Don't Know" è chiaro il gioco del disco, tutto improntato a una rivisitazione "anni zero" delle jam hard/space-rock dei tempi che furono. Drumming frenetico, bassone circolare e poderoso, zigzaganti sciabolate di chitarra sono gli ingredienti chiave; tastiere e voce si inseriscono di quando in quando per aggiungere enfasi all'enfasi o approfittare dei rari momenti di calma per riportare su la tensione.

La maggior parte dei pezzi segue lo stesso vorticante copione, ma su tutti "It's Electric" svetta come episodio più inquietante e direzionato.
"El Doom & The Born Electric": segnamoci questo nome, perché ne risentiremo parlare.

Tracklist

  1. Fire Don't Know
  2. It's Electric
  3. With Full Force
  4. The Hook
  5. The Lights
  6. Subtle as a Shithouse
  7. Red Flag

El Doom & The Born Electric sul web