Piccolo grande Re Mida dell’underground nordamericano, David Pajo ha nobilitato le carriere di idolatrati act del post-rock classico, Tortoise e Mogwai, oltre - ovviamente - a marchiare a fuoco una delle più grandi band di sempre, gli Slint. Questo potere gli è invece venuto a mancare, anzitutto per una questione di scelte scentrate, nelle collaborazioni con Interpol, Yeah Yeah Yeahs e Zwan (questo forse il punto più basso della sua carriera).
Si è così scoperto che il Pajo chitarrista non è un turnista come un altro, che il suo strumentismo abbisogna di tempi e modi delicati, non così separabili dal talento di compositore che ha dimostrato nei nomignoli Aerial M e Papa M (e meno, come cantautore tradizionale, a nome proprio).
E’ così che, dopo tanto, Pajo decide per l’appunto di riscoprire il moniker Papa M, per “Highway Songs”, di cui uno dei suoi brani-simbolo è di certo “Adore, A Jar” (suoi tipici chiaroscuri su base petulante). Tutto è però contraddetto in un sol colpo da “Flatliners” e “Bloom”, sorta di ritorni ai suoi esordi di adolescente hard-rocker (Maurice), con solo qualche pennellata del suo impressionismo lento e fragile.
Di palo in frasca, “The Love Particle” è un pasticcio di chitarra riprocessata glitch, di nuovo a tutto volume come a voler per forza farsi sentire nell’era di Oneohtrix Point Never. Fanno molto meglio le ombreggiature lunari di “Coda”, un timbro emozionante che disgraziatamente dura un battito di ciglia. Passando per riempitivi insignificanti si arriva poi a un’altra stranezza, il tossico lamento Mark Lanegan-iano di “Little Girl”, l’unica canzone cantata.
Neanche mezz’ora, breve e confusionaria, slegata e senza attrattive, che dura un’eternità. Risultato diretto di una depressione che l’ha portato sull’orlo del suicidio (“Little Girl” è dedicata alla figlia che, a suo dire, l’ha salvato) e di un serio incidente con la moto. Purtroppo, un talento sottotono fa percepire poco o nulla di queste esperienze. L’alta qualità tecnica - anche il vecchio ex-Slint e For Carnation Brian McMahan alla produzione - accentua quella bassa del resto.