Una diffusa corrente di pensiero critico sostiene che ogni avanguardia artistica debba giungere a una battuta d'arresto oltre la quale, spesse volte, si verifica un "ritorno all'ordine" più o meno accentuato, un passo indietro volto a riconsiderare gli insegnamenti della storia precedente. Questo moto circolare o ondivago sembra applicarsi perfettamente anche alla nuova sperimentazione elettroacustica: giunto a compimento il cortocircuito del minimalismo
glitch, per mano del duo
Pan Sonic e degli esponenti del catalogo
raster-noton, numerosi
sound artist italiani e internazionali stanno ora riscoprendo il fascino e le potenzialità della manipolazione analogica, i cui numi tutelari vanno da
Cage e Stockhausen ai pionieri francesi della INA-GRM, senza dimenticare il decisivo contributo dei nostri Nono,
Berio e Maderna.
In questo solco virtuoso, a livello nazionale, si sono particolarmente adoperati negli ultimi anni
Valerio Tricoli, SEC_ (Mimmo Napolitano) e Les Énervés (Giulio Nocera, Renato Grieco), e dopo uno iato durato quattro anni torna ora il progetto
Zbeen a firma di Gianluca Favaron e Ennio Mazzon.
"Tonal Whiplash", la loro quarta prova in studio, è un vero e proprio atto di forza sulla materia sonora: il duo rivendica il potenziale espressivo del vocabolario approntato dal maestro
Bernard Parmégiani e lo fa interagire con il "lessico" della contemporaneità digitale, fondendo le due dimensioni in un magma viscoso e rigurgitante.
A sporcarsi le mani con nastri, microfoni e oggetti è Favaron, di recente co-autore del
soundscape astratto "
Zolfo" con Anacleto Vitolo "
AV-K" (qui responsabile del
mastering), laddove Mazzon, rodato conoscitore di
software, si inserisce per mezzo di
live electronics.
Costretto entro una durata di circa mezz'ora, il dialogo si mantiene ruvido ed esagitato sino all'ultimo, oscillando continuamente tra il labile confine che separa la
musique concrète dalle odierne saturazione
noise. Pur nella più rigorosa astrazione, "Tonal Whiplash" conferma la capacità del duo di plasmare al vivo un'avvincente anti-narrazione dalla tensione drammatica costante, sorretta unicamente da una vorticosa iperstimolazione acustica.